La notizia era attesa da questa mattina, da quando Massimo Bossetti è arrivato al Tribunale di Bergamo: l’uomo è stato rinviato a giudizio per l’assassinio della piccola Yara Gambirasio. Un responso, quello arrivato dal giudice per l’udienza preliminare, in parte scontato, visto che il rinvio a giudizio per Bossetti era l’ipotesi più accreditata.

L’uomo dovrà quindi affrontare il processo per difendersi e per far valere l’innocenza che ha sempre proclamato, sin dal giorno del suo arresto, avvenuto il 16 giugno del 2014. Il processo a Bossetti inizierà il 3 luglio prossimo, davanti alla Corte di Assise di Bergamo e sul presunto colpevole pende un’accusa di omicidio aggravato dalle sevizie e dalla crudeltà, dalla minore età della vittima e inoltre anche un’accusa di calunnia.

Presenti all’udienza di stamattina anche i genitori di Yara Gambirasio, che si sono costituiti parte civile insieme alla sorella di Yara, nel frattempo diventata maggiorenne. Nel corso dell’udienza preliminare gli avvocati difensori di Massimo Bossetti hanno chiesto al giudice di ripetere l’esame del Dna trovato sul corpo della ragazzina e attribuito al loro assistito. Il giudice ha però negato l’incidente probatorio e ha respinto la richiesta.

Fra le altre richieste avanzate dagli avvocati di Bossetti e respinte dal giudice del Tribunale di Bergamo, vi sono state anche la nullità del capo di imputazione (poiché presentava un doppio luogo di commissione del delitto, Chignolo D’Isola e Brembate di Sopra), la nullità o l’inutilizzabilità degli accertamenti biologici compiuti dai Ris in quanto sprovvisti dell’avviso alle parti.