Nemmeno un anno fa scrivevo proprio qui di quanto fosse difficile (e lo è ancora) la ripresa economica nella zona dove vivo, il distretto calzaturiero marchigiano.

Aziende che hanno iniziato come piccole botteghe e con sudore, sacrifici, lacrime e tanta passione sono cresciute pian piano fino a diventare nomi riconosciuti in tutto il mondo per le loro produzioni eccellenti.

Un territorio che è diventato ricco e fertile per nuove realtà piene di voglia di fare e creare. Calzature, ovvio.

Calzature con un’anima, fatte con il cuore e con la testa perché se non ci metti il cuore in quello che fai il prodotto non saprà mai di qualcosa di unico. Giorni e nottate a lavorare a testa bassa felici di fare qualcosa che nessuno al mondo riesce a fare. Perché il disegno, il prototipo, il modello puoi imitarli quanto vuoi, ma se non hai un buon know how produrrai sempre una scarpa da buttare nel cestino, “cinesata”, come la chiamo io.

Come fare, però, a tramandare oggi, in un 2014 fatto di smartphone e connessioni virtuali, tutto il sapere dei nostri artigiani che a poco a poco va scomparendo?

Bè, qualcuno ci sta riuscendo ed è una bellissima notizia quella che ho appreso proprio pochi minuti fa: lunedì 3 Febbraio nell’azienda Loriblu partirà il secondo ciclo di “Botteghe di mestiere“, progetto dedicato alla formazione nell’ambito dell’artigianato Made in Italy, che si pone l’obiettivo di formare giovani tra i 18 e i 28 anni in cerca di occupazione attraverso percorsi di tirocinio on the job nella manifattura di qualità.

Siamo veramente orgogliosi di essere parte di questo progetto - spiega Annarita Pilotti - l’occupazione giovanile ed il made in Italy sono due temi che io e mio marito abbiamo molto a cuore. La crisi ha fatto sì che molte aziende abbiano preferito delocalizzare la propria produzione all’estero, noi al contrario abbiamo sempre ritenuto fondamentale la presenza della produzione qui, nelle Marche, nel nostro distretto calzaturiero, e per questo motivo teniamo molto ad iniziative come questa che puntano a far crescere il territorio e le nostre professionalità. Il progetto Botteghe di Mestiere ci permette di accogliere giovani ambiziosi, desiderosi di imparare, ai quali cerchiamo di insegnare tutta la nostra esperienza.”

Loriblu non è l’unica realtà del territorio che ha abbracciato questo progetto e sono oltre cento le domande arrivate in azienda per dieci posti disponibili: una bella dimostrazione concreta che molti giovani hanno voglia di imparare e di apprendere da chi può insegnar loro qualcosa.

Riuscirà il made in Italy (quello vero) ad uscire dall’apnea in cui si trova ora?  Ci vorrà tanto impegno da parte, soprattutto, delle istituzioni perché la situazione è davvero appesa ad un filo.

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