Sono serviti a poco gli avvertimenti di medici, autorità comunali e genitori apprensivi: anche quest’anno, come tutti i Capodanno precedenti, i fuochi pirotecnici hanno mietuto le loro vittime.

Il bilancio dei morti, per ora, è fermo a due: Pasquale Zacchia, ristoratore di 51 anni, deceduto a Pontelatone, un comune del Casertano, per le gravi ferite al capo procurategli dall’esplosione di un petardo e Antonio Serino, di San Martino Sannita (Benevento).

Napoli, Milano e Roma le città dove si è riscontrato, invece, il maggior numero di feriti.

Un ragazzino di 11 anni ha perso tre dita della mano destra per aver raccolto un petardo inesploso in un parco in via Cretese nella periferia Nord di Milano.

A Napoli e provincia sono 82 i feriti, 12 dei quali minorenni: il caso più grave è quello di una bimba di Napoli di 6 anni dimessa con una prognosi di venticinque giorni per ferite da scoppio e ustioni multiple, anche agli occhi.

A Roma un padre con il proprio figlio è finito in ospedale a Tivoli con codice rosso per lesioni alle mani e al volto mentre un romeno è stato soccorso con gravissime ferite alla mano per un petardo esploso in via della Serenissima. I danni sono stati procurati anche dai bagordi dei festeggiamenti: sempre nella Capitale due ragazze minorenni sono finite all’ospedale Umberto I, una delle due in coma etilico. A quanto si apprende da fonti mediche, le due giovani sarebbero state reduci da una serata passata in discoteca per festeggiare il Capodanno. Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli sulla vicenda.