I Boy Scout americani pongono fine al divieto di ricoprire il ruolo di leader imposto ai gay. Una decisione storica nata a seguito delle numerose pressioni ricevute dall’organizzazione per eliminare la forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali.

I Boy Scout d’America hanno aperto un dibattito che ha coinvolto i vari gruppi, giungendo alla decisione definitiva nelle scorse ore. Decisione destinata a influenzare un gran numero di americani. I Boy Scout negli USA contano infatti ben 2,7 milioni di giovani iscritti e oltre un milione di volontari adulti. Solo nel 2013 il movimento ha permesso l’iscrizione ai giovani omosessuali, esclusi però dal ruolo di leader.

La decisione di porre fine al divieto di capi scout gay è giunta dalla direzione centrale del movimento lunedì. I membri della commissione hanno approvato una mozione che vieta ai gruppi dei singoli stati americani di escludere dal ruolo di leader gli omosessuali e di non assumerli come dipendenti. La risoluzione è passata con 45 voti favorevoli e 12 voti contrari.

In una nota, i Boy Scout d’America fanno sapere che le organizzazioni d’ora in avanti non potranno più usare l’orientamento sessuale come criterio per scegliere i capi. L’organizzazione ci tiene però a precisare che ogni gruppo sarà libero di scegliere il leader che più rispecchia i valori della comunità locale:

Questo cambiamento permetterà ai membri degli Scout e ai genitori di selezionare i leader che meglio incontrano le necessità delle loro famiglie. Questo cambiamento rispetta inoltre il diritto delle organizzazioni religiose all’interno del movimento di scegliere leader adulti con credenze affini.

Capi Boy Scout gay: polemiche da gruppi religiosi e comunità LGBT

La decisione di porre fine al divieto di eleggere capi gay nei Boy Scout non ha riscosso il favore di molti gruppi religiosi ma non è stata particolarmente gradita neanche dalla comunità LGBT americana, perché di fatto lascia ai gruppi religiosi la facoltà di escludere gli omosessuali. Come fa notare Chad Griffin, presidente della Human Rights Campaign:

Includere un’eccezione per i gruppi sponsorizzati dalle organizzazioni religiose diminuisce la portata storica della decisione dei Boy Scout. Le discriminazioni non dovrebbero mai essere permesse.