Pochi sanno che i braccialetti rossi sono da sempre simbolo di persone che sono state affette da anoressia o che sono tuttora anoressiche. Diventati famosi grazie alla fiction della Rai chiamata appunto “Braccialetti rossi”, tratta dall’omonimo romanzo di Alberto Espinosa oggi c’è chi ha pensato bene di venderli online.

Molte ragazze fedeli ai siti pro ana e pro mia (qui spieghiamo cosa sono) hanno fatto si che questa diventasse una piccola moda: comprarsi un braccialetto rosso per far capire che non si è sole, per potersi riconoscere tra le gente, per far parte di una comunità. In questo caso, una community pericolosa quella delle sostenitrici pro ana.

Lynn Grefe della National Eating Disorders Association si chiede: “C’è qualcuno che abbia mai fatto collane pro-cancro o pro-infarto? rimpiazzate la parola “anoressia” con “cancro” e vi renderete conto di quanto sia assurdo incoraggiare le persone a rimanere nella loro condizione. Lo trovo imperdonabile”.

Se pensiamo che i disturbi alimentari sono la seconda causa di morte tra gli adolescenti capiamo subito che non si può scherzare e non possiamo rimanere indifferenti davanti ad un fenomeno del genere. Ci sono addirittura dei siti che in base alla malattia di cui si è affette consigliano il colore da indossare:

Rosso: anoressia
Viola o Blu: Bulimia
Nero: depressione
Rosa: disturbi alimentari in generale

Una moda che sta dilagando, partita dai blog, ma che può rivelarsi pericolosa tra i giovani, soprattutto tra quelli che hanno bisogno di riconoscersi in qualche disturbo. Ricordiamo che a causa di malattie alimentari si muore, non scherziamoci su.

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photo credit: Jun Acullador via photopin cc