Alessandra Cattoi oltre ad essere assessore della Giunta Marino, è anche coordinatrice di giunta, e viene considerata amica personale del marziano, parte del suo cerchio magico, o ancora suo braccio destro. Oggi, in un’intervista rilasciata a Simone Cannettieri de Il Messaggero, ha con ogni probabilità ammesso la resa del sindaco della Capitale, e con i suoi toni sembra cercare una pacificazione con Matteo Orfini – non è un caso che l’intervista sia stata rilanciata dal sito del Pd romano, che con questa scelta sembra dimostrare apprezzamento per i toni utilizzati dall’assessore.

Per la prima volta uomini dell’entourage del sindaco ammettono di aver compiuto degli errori. Gli scontrini ad esempio “non sono il motivo della crisi, che è politica. Ma sì ci sono stati errori su cui dobbiamo interrogarci tutti“. Ad una seconda domanda del giornalista, se “metterebbe la mano sul fuoco sulle cene di rappresentanza di Marino“, la Cattoi risponde “non lo so, forse può aver fatto qualche errore. Lei si ricorda con chi è andato a cena il 26 dicembre 2013?“.

Alessandra Cattoi poi fa un’interessante disamine dei rapporti con il Pd – per cui assolve Orfini ma non Matteo Renzi: “Il Pd romano non ha mai tollerato Ignazio. Poi, dopo Mafia Capitale, è iniziato un lavoro parallelo tra noi e Orfini. Il problema è stato altrove. La gestione Orfini è stata buona, ci ha aiutato tantissimo, ha difeso il sindaco è stato coraggioso. Dopodiché ha detto ‘non ce la faccio più a difenderlo’“. La donna pensa che con questa espressione intenda che non riusciva più a difendere Marino da Renzi.

Alessandra Cattoi risponde a tutte le domande, per cui ecco cosa dovrebbe fare Ignazio Marino alle prossime elezioni comunali: “escludo che si ricandidi con una sua lista civica perché non è una persona che sta in politica per opportunismo o per dare fastidio agli altri e non credo partecipi neanche alle primarie“. Quali errori sono stati fatti. Oltre a quelli degli scontrini? “Ci sono stati degli errori. Noi abbiamo impiegato un anno per mettere in ordine i conti, poi un altro anno per riportare la legalità. Ci siamo forse dimenticati dell’ordinaria amministrazione“.