Un altro nome si è aggiunto al tragico bilancio delle vittime della caccia nel 2016: si tratta di  Giovanni Pennacchioli, un cacciatore di 43 anni che abitava in un quartiere centrale di Cerveteri,  in provincia di Roma.  Il bracconiere è stato ferito a morte da un compagno di caccia. L’incidente mortale si è verificato nella notte tra il 9 e il 10 luglio. La vittima si trovava in compagnia di due conoscenti. I tre erano usciti per una battuta di caccia di frodo nelle campagne di Cerveteri.

Un colpo esploso dall’arma di uno dei due compagni di caccia avrebbe colpito Pennacchioli all’inguine. Probabilmente il cacciatore che ha sparato ha scambiato il compagno di battuta per un cinghiale o per un altro tipo di preda. La gravità e l’estensione della ferita riportata dal bracconiere all’inguine non gli hanno lasciato alcuno scampo. Il bracconiere è stato soccorso invano dal personale del 118, allertato dai compagni di caccia della vittima subito dopo l’incidente, avvenuto intorno alle 22 e 45.

I soccorritori sono intervenuti sul luogo del fatto, nei pressi della frazione Sasso, in località Cerqueto, a pochi chilometri da Cerveteri. Le condizioni del cacciatore di frodo sono apparse subito molto critiche. L’uomo aveva perso molto sangue ed è deceduto subito dopo l’arrivo del personale medico.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Civitavecchia che hanno raccolto le prime testimonianze, effettuato i rilievi  del caso e avviato un’indagine. A indagare sull’incidente sono anche gli investigatori della stazione Pratica di Mare. Gli inquirenti stanno passando al vaglio le diverse ipotesi. Tra queste anche la presenza di un secondo gruppo di cacciatori di frodo, partito insieme ai tre per dare la caccia ai cinghiali nelle campagne etrusche. Gli inquirenti dovranno inoltre stabilire da quale arma è partito il colpo che ha ucciso il 43enne. La notizia della morte del bracconiere ha scosso Cerveteri. Giovanni Pennacchioli era infatti molto noto nel suo quartiere.