Il Brasile è sempre più in crisi. Dopo gli allarmanti dati economici arrivati negli scorsi giorni, che segnalano un periodo di recessione profonda, è stata avviata ora la procedura di impeachment nei riguardi della presidente Dilma Rousseff, rieletta nel 2014 per il suo secondo mandato.

A dare il via all’impeachment, ovvero al procedimento giuridico di messa in stato di accusa di un funzionario pubblico, nei confronti del presidente del Brasile Dilma Rousseff è stato il presidente della Camera dei Deputati Eduardo Cunha.

Si tratta di un provvedimento giunto a sorpresa che ovviamente non è stato per niente ben accolto dalla diretta interessata. La presidente del Brasile ha espresso “indignazione” nei confronti di questa scelta e a suo avviso i motivi di un tale procedimento sono “inconsistenti e improcedibili”.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Brasilia, Dilma Rousseff si è difesa dichiarando: “Non esiste nessun atto illecito da me perpetrato, né alcun sospetto di aver stornato denaro pubblico”.

A questo punto si prospetta un percorso lungo e complesso. Il processo di impeachment nei confronti del presidente del Brasile, che attualmente sta vivendo la peggior crisi economica degli ultimi 80 anni, prevede varie fasi, dall’istituzione di una commissione speciale, al passaggio in Camera e dal Supremo Tribunale Federale e quindi in Senato, che prenderà la decisione finale.

Tra le accuse formulate contro la Rousseff, il presidente della Camera dei Deputati Eduardo Cunha ha accolto quella presentata il 21 ottobre 2014 dall’opposizione del governo del Brasile; Cunha ha citato la bocciatura del bilancio 2014 dello Stato da parte della Corte dei conti federali brasiliana e inoltre ritiene che il governo guidato dalla Rousseff continui a violare la legge di responsabilità fiscale.

Eduardo Cunha si è affermato dispiaciuto per aver preso un provvedimento del genere: “Mi spiace profondamente per quello che sta accadendo, spero che il nostro Paese possa superare questo processo”, però ha affermato di aver accolto la richiesta di impeachment dopo aver dato ascolto alla “voce della strada”.

Un commento di rammarico è arrivato pure da Aecio Neves, il leader del Psdb, il principale partito d’opposizione al governo della presidente del Brasile: “Nessuno fa il tifo perché un Paese viva nelle condizioni in cui vive oggi il Brasile”.