Gli Amish sono una comunità religiosa nata in Svizzera nel Cinquecento e stabilitasi negli Stati Uniti d’America dal Settecento. Tali comunità sono oggi presenti in 24 stati. Rigorosamente pacifisti e nonviolenti, gli Amish – che vivono in comunità rurali senza televisione ed elettricità – sono oggi quasi 250mila negli USA e in Canada e, secondo un recente studio effettuato da ricercatori della Ohio State University, crescerebbero in Nordamerica al ritmo vertiginoso di una nuova comunità ogni tre settimane e mezzo. Una crescita certo sorprendente, ma legata al semplice fatto che in media ogni donna Amish dà alla luce ben 7 figli, cui si aggiunge il bassissimo tasso di abbandono dalla comunità. Stando quindi alle recenti proiezioni, andando avanti di questo passo, saranno circa 1 milione entro il 2050.

La comunità Amish, fondata in Svizzera da Jacob Annan, nasce dalla scissione del movimento mennonita, una delle chiese anabbatiste più importanti, con una dottrina basata sulla nonviolenza e il ritorno alle origini della Chiesa cristiana, rovinata dai secoli di teologia e di lotta per il potere, sempre più lontana dal messaggio originale di Cristo.

Ma andiamo per gradi: gli Amish risalgono, come detto, al movimento anabattista e si rifanno alla Confessione di Fede di Dordrecht del 1632. Da alcuni studiosi di religioni vengono considerati come Protestanti Conservatori, da altri come appartenenti all’ampia famiglia delle chiese libere insieme con i Mennoniti, i Fratelli Quaccheri e altre, poiché con queste hanno numerosi punti dottrinali in comune.

Il movimento Anabattista, che più tardi divenne Mennonita (dal suo fondatore Menno Simons) , ebbe origine a seguito della Riforma protestante. Gli anabattisti concepivano la chiesa come un gruppo di persone adulte unite dalla professione di fede, assolutamente pacifiste e del tutto svincolate da governi e poteri temporali. Da qui il termine “Chiese Libere, che trovarono in seguito piena espressione nelle colonie americane. Nel 1632 venne stilata la Confessione di Fede di Dordrecht che tutt’oggi li guida.

Circa 150 anni dopo, nel 1693, Jakob Ammann, un vescovo svizzero, ruppe con la chiesa Mennonita dando origine al movimento Amish (che da lui prende il nome), che pur procedendo autonomamente, mantenne diversi punti dottrinali dei Mennoniti.

Dal 1667 poi, William Penn, nobile inglese venuto a contatto con il movimento Quacchero irlandese (inscrivibile nel largo filone delle “Chiese Libere” e degli Anabattisti), si dedicò ad un impressionante lavoro di divulgazione delle tesi sul rinnovamento religioso. Per sfuggire alle persecuzioni e spinto dalla ricerca di un modo di vita diverso, presto salpò per l’America con un gruppo di Quaccheri. Penn si stabilì nell’attuale Stato della Pennsylvania, che considera William come suo fondatore. Qui volle creare un differente modo di vivere, basato sul rispetto e sulla amorevole collaborazione tra persone differenti, rese uguali dall’atto creativo di Dio.

Già nel 1800 l’America contava più di 1.000 Amish. Guerre, persecuzioni e carestie spinsero poi altri Amish a lasciare l’Europa per riunirsi con i gruppi Americani, ma nella seconda metà dell’Ottocento i contrasti dottrinali (gli Amish Europei erano infatti “più elastici”) si acuirono sino ad arrivare, nel 1880, a un Concilio che portò ad una divisione. Gli Amish si trovarono suddivisi in quattro gruppi: tre progressisti e uno conservatore. Quest’ultimo prese nome di “Amish del Vecchio Ordine” (circa 5.000 persone). Gli altri si chiamarono Amish Mennoniti.

Gli Amish vivono così ad oggi in una comunità dal tessuto sociale robusto, basato su forti legami familiari, e su un’ancora più forte identità religiosa. Salvaguardare questa società è fondamentale per ogni membo e le sue azioni sono votate a questo. Esistono infatti una serie di regole tramandate da secoli e contenute nel cosiddetto Ordnung , cui gli Amish fanno riferimento. L’Ordnung tuttavia, pur essendo improntato ad una natura conservatrice, è soggetto ad aggiornamento e usualmente ogni due anni la comunità o il distretto ne rivede o approfondisce alcune parti. L’Ordnung prevede la sottomissione della donna all’uomo e il rispetto dell’uomo verso la donna: sebbene i ruoli femminili siano parimenti importanti a quelli maschili, le donne hanno assai meno autorità degli uomini. Se nubili restano soggette alla disciplina paterna, se sposate a quella del marito. Inoltre non possono accedere a cariche nella chiesa. È infatti sempre l’uomo che prende le decisioni più importanti all’interno della famiglia.

Le singole comunità, dette distretti, sono indipendenti ed autonome: non esiste infatti una struttura ecclesiastica centrale, ma sono tutte accomunate da una vita dedita ad agricoltura e artigianato in campagne che tengono gelosamente libere dalle intrusioni della civilizzazione che possano intaccare i loro princìpi guida. L’elettricità non è ammessa, poiché rovina la naturalezza del creato e la semplicità del vivere, mentre fonti alternative di energia sono le benvenute. Non esistono automobili, poiché l’intento di un Amish è di vivere con semplice umiltà tra i suoi cari e simili: questo fa degli Amish dei buoni allevatori di cavalli (principale forza motrice), che tirano i semplici carri neri coperti o meno (detti buggies) che sono diventati il simbolo di questa comunità.

Gli uomini portano il cappello e vesti scure, dal taglio semplice, facili da indossare, prive di cerniere lampo e in parte anche di bottoni. I calzoni hanno fondo largo e orlo alto, per motivi di praticità e di modestia. A partire da quando si sposano portano la barba, come chiede la Bibbia, ma non i baffi, che associano con la vita militare e i suoi disvalori di arroganza e violenza. Le donne hanno abiti privi di ornamenti e dalle maniche lunghe, con grembiuli e cuffiette che coprono i capelli, che non tagliano mai. La gonna del vestito è lunga a metà polpaccio per essere modesta e pratica al tempo stesso: il vestiario non è un vezzo, ma il segno tangibile dell’appartenenza alla comunità e alle sue regole.

La comunità si fonda sul reciproco aiuto, sia per il lavoro che per il denaro: ogni membro adulto è tenuto a lavorare per provvedere a sé, ai suoi cari e alla comunità, nelle cui casse versa una certa cifra per le evenienze e le difficoltà dei membri.

Per loro la tecnologia non è dannosa di per sé: è l’uso smodato e acritico da parte dell’uomo che viene condannato. Nelle case Amish è infatti frequente trovare ottime stufe a legna, chiaramente moderne e di eccellente efficienza energetica. Allo stesso modo, una donna può trovare una buona soluzione cucire con filo di nylon o di fibre di alta qualità anziché di cotone, ma aborrono la televisione, che eroga esempi di costumi e comportamenti imposti che sono a loro estranei, mentre amano leggere libri e riviste, se non offendono i loro princìpi.

Un bambino Amish nasce in una famiglia composta di padre, madre e numerosi fratelli : il parentato ha un forte rilievo affettivo ed educativo e tanto più un Amish è anziano, tanto maggiormente viene rispettato, perché si ritiene saggio e dispensatore di consigli. La famiglia esercita un controllo stretto sull’educazione del bambino. La formazione dei giovani è infatti carico della scuola solo parzialmente, ben più fortemente dei genitori e degli altri membri della comunità. In famiglia si parla dialetto Amish (detto Tedesco della Pennsylvania), mentre Tedesco e Inglese vengono rispettivamente appresi durante le celebrazioni religiose e a scuola.

I bambini studiano insieme fino ai 13 anni sotto la supervisione di un insegnante Amish, in una scuola dotata di un’unica aula. Terminati gli studi scolastici i maschi si dedicano a imparare l’agricoltura e la carpenteria, mentre le femmine i lavori di casa e la cura familiare. Nella società Amish è assolutamente fondamentale l’insegnamento dal più esperto, o anziano, al più giovane, fattore di estrema rilevanza nella disputa tra le comunità Amish e il governo USA sul rispetto della legge federale che impone di mandare i figli a scuola sino ai 18 anni. La richiesta del governo venne considerata incostituzionale perché lesiva della libertà di religione e di costume, tanto più che il costume Amish dopo la cessazione della scuola a 16 anni, accompagna i giovani, con la trasmissione dell’istruzione degli esperti, ben oltre i 18 anni; per questo ai bambini Amish venne accordato il diritto di essere istruiti secondo le tradizioni della loro comunità.

Cessata la scuola, per molti ragazzi e ragazze comincia il periodo detto di Rumspringa(letteralmente “saltare in giro”) periodo in cui le famiglie allentano il controllo sui figli che sono liberi di sperimentare ciò che è comune per i coetanei non Amish. In tal modo la comunità vuole assicurarsi che la professione di fede che saranno chiamati a fare nel giro di qualche anno sia sincera e consapevole di ciò a cui rinunciano. E’ proprio questo il momento che stanno vivendo i 5 ragazzi Amish protagonisti del programma Breaking Amish, in onda in prima tv ogni mercoledì alle 23 su Real Time a partire da ieri 31 luglio.

Al termine del Rumspringa, il passaggio alletà adulta è segnato dal momento del battesimo e il conseguente ingresso nella comunità.  Solitamente i ragazzi ricevono il battesimo tra i 16 e i 20 anni. In questa occasione i battezzandi incontrano il capo della chiesa e gli viene ulteriormente ricordato che l’impegno che prenderanno è verso Dio, verso la comunità, e dura tutta la vita. Gli viene inoltre data la possibilità di rinunciare e, anche se molto raramente, qualcuno lo fa. Se il candidato accetta, inizia la celebrazione vera e propria. Se il candidato rifiuta viene bandito dalla comunità ed ai suoi parenti è vietato aver rapporti col congiunto. Il rito è semplice, ma emozionale e la promessa è cosa estremamente seria poiché se rotta, porta al bando.

Una volta battezzati i ragazzi che desiderano sposarsi annunciano la loro intenzione e il nome dello sposo o sposa scelto. Le giovani si sposano con un vestito semplice, rigorosamente privo di pizzi e decorazioni, solitamente di colore blu, celeste o viola, che verrà poi indossato alle funzioni religiose della domenica, e verrà usato anche per il loro funerale. I matrimoni avvengono solitamente di mercoledì o giovedì, così che si abbia il tempo per rimettere a posto la casa, e fare riposo la domenica, come il Signore ha comandato di fare. La comunità tutta è testimone alla “annunciazione”, non hanno senso quindi testimoni “particolari”, né tantomeno damigelle d’onore. La giovane coppia vivrà con i genitori di lei sino alla primavera, quando la comunità si mobiliterà per aiutarli a costruire la loro nuova fattoria.  In seguito proseguiranno la loro vita coniugale dedicandosi ad incarichi e lavori analoghi a quelli dei propri genitori, dato che da loro hanno appreso il mestiere.

Se un Amish rifiuta le regole della comunità possono verificarsi due possibilità: se è giovane e non ha fatto professione di fede, i legami familiari reggono, perché il ragazzo o ragazza non ha fatto alcuna promessa formale e il suo atto può dare dolore, ma non manca verso la comunità. Può tornare quando vuole e riprendere la sua vita dove l’aveva lasciata: la comunità è tenuta ad accoglierlo. Se ad andarsene è un adulto, la faccenda si complica. Se ritorna entro breve tempo la frattura può ricomporsi e i legami familiari si mantengono. Se non torna entro un breve termine viene bandito, i rapporti si sospendono, e verrà per sempre considerato un estraneo. Pochi prendono questa decisione. Ancora meno tengono comportamenti che possano obbligare la comunità a respingerli e bandirli.