In un paesino del Bresciano, Prevalle, il sindaco non celebrerà le unioni gay. Di fede leghista, ha deciso di non prendere parte ad un matrimonio tra omosessuali poiché “contro la sua cultura”. “Per me non sarebbero da fare” avrebbe dichiarato il primo cittadino, lasciando tutti senza parole. Ma, visto che una legge dello Stato italiano sancisce le unioni gay, il suo comune le celebrerà ugualmente e, al suo posto, ci sarà un assessore. 

“Noi non siamo omofobi” avrebbe precisato il primo cittadino che “non vuole che certe teorie entrino nelle scuole e vengano insegnate ai ragazzi”. Probabilmente si riferisce alle tanto contestate teorie gender che hanno gettato nello sconforto decine di genitori pro-famiglia tradizionale. “La mia cultura e la mia posizione non sono in linea con queste celebrazioni ma la legge ci chiede questo e quindi qualcuno lo farà. Nella stessa sala dove si fanno i matrimoni normali avrebbe ribadito il primo cittadino di Prevalle, paesino nel Bresciano. Proprio in questo comune, nel mese di luglio, è stato inaugurato uno sportello anti-gender, gestito da una docente del posto.

Insomma, il sindaco è “costretto” da una legge dello Stato a celebrare l’unione gay – anche se per il tramite di un assessore – ma, forse, ne avrebbe fatto volentieri a meno.