Da quando la Gran Bretagna ha deciso di uscire dall’Unione Europea, attraverso il referendum che ha dato il via a quella che è stata definita Brexit, si è discusso molto sulle modalità attraverso cui tutto ciò sarebbe dovuto avvenire. Discussione animata senz’altro dal fatto che si tratta del primo caso di uscita di un Paese dall’Ue, un avvenimento mai accaduto prima ma previsto dal Trattato di Lisbona in via generale. Adesso tutto starà a capire come la procedura avverrà nel concreto.

A Londra la battaglia legale per la Brexit è ovviamente più accesa che mai. Mentre l’Unione Europea ha sempre sperato in un’uscita piuttosto veloce, la Gran Bretagna avrebbe sempre dato l’impressione di voler agire in tutta calma. La questione principale che si sta dibattendo nella capitale inglese riguarda ad esempio le modalità con cui la Brexit dovrebbe iniziare ufficialmente. La decisione finale spetta alla Corte Suprema di Londra, che dovrà stabilire in via definitiva se per iniziare formalmente l’iter di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea occorrerà o meno un voto del parlamento britannico.

Il governo di Theresa May aveva fatto ricorso dopo che l’Alta Corte si era espressa a favore di un via libera da ottenere dal parlamento, attraverso apposito voto. Il verdetto finale dovrebbero giungere nei primi giorni del nuovo anno, a qualche tempo di distanza dalle udienze che si svolgeranno tutte in diretta televisiva e nell’arco temporale di quattro giorni.

Il governo britannico ha già fatto sapere che la Corte Suprema non dovrà in nessun modo consentire di ribaltare quella che è stata la volontà popolare espressa con il referendum, che ha deciso per la Brexit. Il comitato promotore per il passaggio della procedura attraverso l’iter parlamentare avrebbe invece basato il proprio ricorso sul fatto che il referendum per la Brexit avesse natura soltanto consultiva.