L’effetto Brexit non fa bene alle borse Ue che perdono decine di punti percentuale. Chiusura positiva, invece, per le Borse asiatiche dove l’indice Nikkei di Tokyo ha chiuso in rialzo del 2,39% così come le Borse cinesi che segnano un +0,86% e +1,34%. A metà giornata Piazza Affari perdeva l’1,6% per poi crollare al 2,2%; la borsa inglese, invece, ha perso lo 0,5% così come quelle di Francoforte e Parigi.

Borse Ue, l’influenza di Brexit e Spagna

I risultati delle Borse Ue, e non solo, risultano fortemente influenzati sia dal Brexit (l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, ndr) che dal risultato delle elezioni spagnole dove il Partito Popolare ha vinto, schiacciando la concorrenza – Socialisti e Podemos – ma non raggiungendo la maggioranza utile per governare serenamente il Paese. Adesso scatterà la corsa all’alleanza dell’ultim’ora, a nuove sinergie (o compromessi) che, stando così le cose, diventeranno più che necessarie. Nel frattempo cresce l’attesa per le parole del governatore della Bce Mario Draghi che oggi volerà a Sintra, in Portogallo, per il Forum annuale della Banca centrale europea.

Borse Ue, Piazza Affari tra le peggiori d’Europa

Piazza Affari, numeri alla mano, ha perso il 2,2%, numeri che non faceva da luglio 2013, risultando di fatto tra le Borse peggiori d’Europa. Londra, invece, è in calo dell’1,3%, Parigi ha perso l’1,4%, Francoforte l’1,5% e Madrid lo 0,7%. Anche la sterlina va giù: dopo il crollo epocale del 10% di venerdì scorso, ha perso altri tre punti percentuale. Le Borse cinesi, nello specifico quella di Shangai, segna un +0,86% mentre Shenzhen un +1,34%. Malissimo Stoccolma con -6% e Helsinki con -5,4%; a Londra crollano Rbs (-14%), Barclays (-12,3%) e Easy Jet (-19%). Una giornata da dimenticare per le Borse di tutto il mondo, soprattutto per Piazza Affari che ha risentito sia dell’incubo ingovernabilità in Spagna sia dell’effetto Brexit, ovvero un percorso lungo e complesso che durerà almeno due anni, qualora venisse applicato l’articolo 50 del Tratto di Lisbona.