Il presidente della Commissione Juncker é stato chiaro: dopo la nomina del prossimo premier britannico, l’Ue pretenderá l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona. La Gran Bretagna via dall’Unione Europea. Bisogna fare presto e non ci sarà nessuna apertura al mercato unico per Londra, così come sperato dalla leader scozzese Sturgeon che era giá volata a Bruxelles. Sarà un processo lungo e complesso che dovrebbe garantire la permanenza dei tanti europei trasferitisi nella City in questi anni.

Brexit, a settembre dimissioni di Cameron

L’Ue aspetterà fino al 16 settembre, data in cui é stato convocato un vertice informale dei capi di governo a Bratislava. A settembre si attendono le dimissioni di Cameron e dunque le elezioni del suo successore che accompagnerá la Gran Bretagna fuori dall’Ue. Qualora il nuovo governo britannico perdesse altro tempo, la Commissione potrebbe sospendere il Regno Unito congelando di fatto il suo diritto di voto nell’Ue. Obama ha chiesto, infine, un piano “ordinato e chiaro” per il dopo Brexit.

Brexit, percorso lungo e complesso

La Gran Bretagna dovrà attendere qualche anno prima di uscire definitivamente dall’Ue, prima del divorzio ufficiale da Bruxelles. Brexit, dunque, continua a divedere e non convincere nemmeno gli inglesi, anche perché i Leave hanno vinto con il 52% contro il 48% dei Remain. La premier scozzese, Sturgeon, ha lasciato intendere di voler rimanere nell’Ue, a costo di far saltare il referendum, bloccandolo attraverso il Parlamento della Scozia. Non basta, dunque, la volontà popolare degli inglesi: serve almeno un provvedimento legislativo che certifichi, che autorizzi la scissione di Londra da Bruxelles. Provvedimento che non è ancora arrivato e che potrebbe slittare a settembre, quando il Premier Cameron rassegnerà le sue dimissioni.