“Il Regno Unito dovrà onorare tutti gli impegni finanziari presi in quanto membro. Non è una punizione, né una tassa per l’uscita”, queste la parole di Michel Barnier, negoziatore UE per la Brexit.

Stando agli ultimi calcoli riportati dal Financial Times, l’Unione Europea chiede al Regno Unito una cifra pari a circa 100 miliardi di euro per la sua uscita. Circa il doppio rispetto ai 50/60 miliardi di euro stimati sinora da Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione Europea. Dal canto suo, nella persona di David Davis, il ministro per la Brexit, Londra ha fato sapere di non avere nessuna intenzione di pagare.

Londra vuole pagare la “il giusto” in base agli accordi, ma non qualsiasi cifra chiederà Bruxelles. “I media producono numeri ma per quanto ne so non è mai stata menzionata una cifra” spiega il coordinatore del Parlamento europeo per la Brexit, Guy Verhofstadt. “Si è parlato di vendetta e di punizione – ha detto Verhofstadt riferendo davanti alla commissione affari costituzionali dell’eurocamera – ma non si tratta per nulla di questo. Non ho mai divorziato ma in un divorzio ci deve essere un’accordo finanziario tra le due parti”.

Inflessibile la posizione dell’Unione Europea. “La Gran Bretagna – spiega il negoziatore per l’UE Michel Barnier- dovrà mettere molta energia e fare grandi sforzi su queste questioni. Alcuni hanno creato l’illusione che la Brexit non avrebbe avuto maggiore impatto sulle vite, non è il caso. Servono soluzioni, precisioni legali e questo richiederà tempo”.