Il Regno Unito ha detto addio all’Unione Europea, votando sì alla Brexit, e adesso, nel corso dei prossimi due anni circa, dovrà esserne regolata l’uscita definitiva. L’UK è il primo Paese a lasciare ufficialmente l’Unione ed è per questo che c’è ancora molta incertezza su come dovrà svolgersi il distacco. In mezzo ci sono diritti da tutelare, situazioni giuridiche da sistemare, eventuali accordi e patti da prendere, situazioni legislative da sistemare. Insomma, la Brexit non sarà facile e soprattutto non sarà consensuale, così come ha avuto modo di specificare Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea.

In attesa dunque che la Gran Bretagna esca del tutto dall’Unione Europea, il Paese continuerà comunque a rispettare gli impegni presi e a godere di diritti che le spettano, come ha avuto modo di sottolineare anche la cancelliera tedesca Angela Merkel. E mentre la diplomazia comunitaria si sta già preparando al post Brexit, Juncker non le manda a dire ai britannici. Nel corso di un’intervista, il presidente della Commissione Europea ha chiarito che la Brexit e il divorzio che ne è conseguito non saranno consensuali: “Dopotutto non è stata neppure una grande storia d’amore. Non comprendo perché il governo britannico abbia bisogno di aspettare fino ad ottobre per decidere se inviare o no la lettera di divorzio a Bruxelles. Vorrei riceverla subito“.

La controparte europea sembra dunque giocare sulla velocità del procedimento. Su questo punto hanno ribattuto anche ministri francesi e tedeschi, secondo cui la Gran Bretagna dovrebbe essere piuttosto celere nel richiedere l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona (quello relativo all’uscita di uno Stato membro dall’Unione Europea appunto). La velocità della procedura pare venga richiesta soprattutto per evitare che venga a crearsi una sorta di situazione di stallo.

In merito alla Brexit sembra che la discussione sia focalizzata soprattutto in merito a chi dovrebbe far partire ufficialmente la procedura di uscita, se debba essere il Regno Unito ha inviare informazioni su come vuole procedere per l’abbandono dell’UE o se debba avvenire l’esatto contrario. La prima ipotesi pare essere appoggiata da Angela Merkel che avrebbe dichiarato: “Le trattative non possono durare in eterno ma tocca alla Gran Bretagna muovere i suoi passi“.