La Brexit ha sconvolto tutti i paesi dell’Ue, preoccupati dall’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. Non è ancora stato attivato l’articolo 50 del Trattato di Lisbona e il referendum inglese non è affatto vincolante. A decidere sul futuro della Gran Bretagna sarà il prossimo Premier dal momento che Cameron ha annunciato le sue imminenti dimissioni. Verrà rispettata la volontà popolare e soprattutto non verranno cacciati i tanti europei residenti nella City: queste le due promesse fino ad ora pronunciate dai politici inglesi.

Brexit, la leadership della Merkel

A fare il punto della situazione e a trovare una soluzione rapida e concreta è, ancora una volta, Angela Merkel, la Cancelliera tedesca che vuole salvare l’Ue insieme a Hollande, il premier italiano Matteo Renzi e al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. I quattro si sono incontrati a Berlino per scrivere la storia dell’Europa, per accelerare il divorzio (non consensuale) tra Londra e Bruxelles ma anche per uscire immediatamente dalla crisi. Cameron ha fatto sapere che anticiperà di un mese le sue dimissioni che potrebbero arrivare, di fatto, a settembre.

Brexit, bisogna fare presto

Bisogna fare presto, questa è la parola chiave. E per il dopo Brexit, a prendere la situazione in mano è la Cancelliera tedesca che ha avanzato, insieme agli altri leader europei, la proposta di mantenere con il Regno Unito un rapporto da partner almeno con la Nato e l’Onu. Insomma, non uno strappo ma un percorso lungo e complesso, un addio che sia il meno doloroso possibile sia per gli inglesi che per tutti gli europei. Migliaia sono, ad esempio, gli italiani che si sono trasferiti a Londra in cerca di fortuna e lavoro e che adesso temono per il loro futuro. L’Ue, a questo punto, deve fare i conti sia con la volontà popolare inglese di lasciare l’Europa sia con il risultato delle elezioni spagnole che, di fatto, porterà ad un’ingovernabilità per il Partito Popolare. Occorrono nuove sinergie, nuove alleanze per salvare la Spagna.