La maggior parte dei commentatori aveva già previsto il cosiddetto “effetto valanga”, ma in ogni caso sorprende la velocità con cui alcuni tra i maggiori attori politici europei si stiano attivando per chiedere l’uscita dall’UE del loro Paese a seguito della vittoria del “leave” nel referendum concernente il Brexit.

Dopo la Gran Bretagna – che probabilmente dovrà fare i conti anche con le tendenze secessioniste di Irlanda e Scozia – ecco proporsi la Francia. Come prevedibile è Marine Le Pen a cavalcare l’onda. Il volto del Front National ha esultato con un tweet all’uscita dei risultati della consultazione britannica e ha poi chiesto che la stessa possibilità venga data alla Francia: “Vittoria della libertà! Come chiedo da anni ora serve lo stesso referendum in Francia e nei Paesi dell’Ue.”

Al Parlamento Europeo ci si prepara invece a contenere le nuove tendenze scissioniste. In prima linea c’è il presidente Martin Schulz, il quale dopo aver annunciato l’inizio dei negoziati con il Regno Unito ha anche tentato di contenere il panico: “Non ci sarà la catena di reazioni celebrata ovunque dagli euroscettici”.

A rincarare la dose anche Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo: “Voglio rassicurare tutti. Siamo preparati anche per scenari negativi come questo. La Ue non è un progetto solo per i tempi migliori. Oggi, a nome dei ventisette leader, dichiaro che siamo determinati a garantire l’unione come ventisette”.

In Italia a battere la grancassa della secessione dell’Unione Europea è Matteo Salvini. In un post su Facebook il leader della Lega Nord prima ha ringraziato i cittadini britannici e poi ha annunciato di voler vedere la stessa consultazione anche nel nostro Paese: “Evviva il coraggio dei liberi cittadini di Gran Bretagna!!! Il cuore, la testa e l’orgoglio hanno battuto le bugie, le minacce e i ricatti. GRAZIE UK, ora finalmente cambierà l’Europa, ora tocca a noi.”

Scalpita anche la parte dell’Olanda rappresentata da Geert Wilders, fondatore del Partito della Libertà. Sul sito del partito è apparso un messaggio inequivocabile: “Giovedì 23 giugno 2016 resterà nella storia come il giorno dell’indipendenza. Ora è tempo di un nuovo inizio, anche nei Paesi Bassi.” Wilders afferma anche che “la maggior parte del popolo olandese vuole un referendum sulla permanenza nell’Ue, molti cittadini sono a favore dell’uscita”.