Cosa sarà effettivamente la Brexit, in concreto, lo sapremo solo tra qualche tempo, quando la Gran Bretagna e l’Unione europea metteranno nero su bianco tutte le condizioni per l’uscita del Paese dalla Comunità europea. Nel frattempo, però, Londra inizia a studiare alcune misure che dovranno necessariamente essere prese poter tutelare sia la situazione giuridica dei cittadini sia le necessità della Gran Bretagna. Il governo del Primo Ministro Theresa May starebbe ad esempio studiando una sorta di visto per i giovani che vorrebbero recarsi nel Paese per svolgere lavori poco qualificati (ad esempio coloro che verrebbero impiegati come camerieri, lavapiatti o baristi, per citare alcuni esempi).

Una misura non da poco perché si stima che almeno mezzo milione di cittadini provenienti da altre parti d’Europa si recherebbe in Gran Bretagna per svolgere tali mansioni. Una situazione, tra l’altro, che dopo la Brexit potrebbe diventare più complicata per le aziende che volessero assumere tale tipologia di personale e che si tramuterebbe in un danno sia per i giovani lavoratori sia per l’economia del Paese (i mestieri elencati in precedenza sarebbero infatti svolti solo in minima parte da cittadini britannici). Da qui l’idea di iniziare a pensare ad una soluzione.

Il visto per i giovani che vanno in Gran Bretagna per fare i baristi o i camerieri potrebbe essere appunto la soluzione migliore per fronteggiare tale situazione di emergenza che si potrebbe venire a creare dopo la Brexit ufficiale. Il visto potrebbe essere ottenuto, in particolare, da giovani con un’età compresa tra i diciotto e i trent’anni ma non darebbe diritto a sussidi assistenziali. Sarebbe invece ancora garantita l’assistenza sanitaria, così come previsto da altre misure simili che nel corso del tempo sono state adottate in altri Paesi quali Australia, Nuova Zelanda oppure Canada.