Lo spettro della Brexit si aggira sempre di più all’interno dell’Unione Europea e sui mercati finanziari aumentano il nervosismo e la preoccupazione. Se per quanto riguarda il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dalla Ue la situazione negli scorsi giorni dava una sostanziale parità, negli ultimi sondaggi a prevalere sembra invece essere il partito favorevole alla Brexit.

Il popolo del Regno Unito sarà chiamato a esprimersi riguardo alla Brexit giovedì 23 giugno. Quando ormai mancano meno di dieci giorni all’appuntamento elettorale più atteso e temuto dall’Unione Europea, si delinea uno scenario sempre più favorevole a un’uscita della Gran Bretagna, con evidenti ripercussioni sulle borse internazionali.

In attesa del referendum sulla Brexit, precipita intanto sempre più giù la sterlina, che si trova ora ai minimi da due mesi sul dollaro e sull’euro e ha una volatilità che non si vedeva dai tempi della crisi economica del 2008. A far scatenare il panico ci hanno pensato i sondaggi rilasciati dall’Independent, che davano il partito in favore della Brexit in largo vantaggio.

Nonostante i sondaggi in Gran Bretagna non siano considerati così attendibili, soprattutto dopo le previsioni non rispettate delle elezioni politiche del 2015, questi dati sono bastati per far scattare l’allarme.

A destare ulteriore preoccupazione sono gli ultimi sondaggi effettuati da Orb International e resi noti dal Telegraph. Secondo questa nuova rilevazione, effettuata tra le persone che hanno dichiarato che sicuramente andranno alle urne per il referendum, il partito del “leave” ovvero quello in favore della Brexit, sta al 49%, contro il 48% del partito del “remain”, cioè quello favorevole al rimanere all’interno dell’Unione Europea.

Nelle rilevazioni di Orb che prendono invece in considerazione tutti gli elettori britannici, la campagna per il “remain” è al 49%, contro il 44% di quella per il “leave”, che però è in forte crescita e, soltanto nell’ultima settimana, è salita del 4%, mentre i contrari all’uscita sono diminuiti di 3 punti percentuali. La situazione si profila quindi più che mai incerta e l’Europa, insieme ai mercati finanziari, cominciano a tremare.