Ancora in alto mare le trattative sulla Brexit tra Unione Europea e Regno Unito. Gli ultimi sviluppi hanno visto il Parlamento Europeo rifiutare le proposte britanniche in merito alla cittadinanza degli europei in Gran Bretagna.

L’ipotesi è stata rifiutata, in quanto avrebbe creato una cittadinanza di “seconda classe”, che inoltre sarebbe venuta meno al principio di reciprocità richiesto dal Parlamento.

I dettagli si leggono nel documento sottoscritto dai presidenti dei quattro principali gruppi politici dell’assemblea di Strasburgo e dai componenti del gruppo che si occupa specificamente della Brexit: davanti alla “reciprocità e parità di trattamento” proposta dall’Ue, Londra ha invece messo sul tavolo una proposta “ben lontana da quello a cui hanno diritto i cittadini dell’Unione” nel Regno Unito.

Destano poi serie preoccupazioni le domande ancora senza risposta, a più di un anno dallo storico referendum. In particolare si pensa agli studenti, medici e lavoratori frontalieri presenti in UK, ma anche alla data entro la quale questi cittadini UE subiranno il passaggio al nuovo trattamento da “immigrati”.

Nella nota è stata confermata la data ultima per la chiusura dei negoziati, il 30 marzo 2019, per la quale non saranno previste proroghe: “Nei prossimi mesi, lavoreremo a stretto contatto con il negoziatore Ue e i 27 Stati membri per aiutare a orientare i negoziati.”

Rimane intatta l’intenzione di porre il veto su qualunque tipo di accordo non assicuri la piena reciprocità: “ Il nostro auspicio è ottenere un ambizioso e progressivo accordo di recesso, ma vogliamo sia chiaro che un progresso sufficiente – soprattutto in materia di cittadinanza e accordo finanziario – è necessario prima di poter definire il nuovo rapporto tra l’Ue e il Regno Unito. L’Unione europea ha la comune missione di ampliare, rafforzare ed espandere i diritti, non di ridurli. Non avalleremo mai il ritiro retroattivo di diritti. Per noi si tratta di una questione di diritti e valori fondamentali di base, che stanno al centro del progetto europeo“.