Il referendum Brexit non è vincolate per la Gran Bretagna. Cameron, così come il suo successore, potrebbe ignorare la volontà popolare e decidere di non far uscire la Gran Bretagna dall’Europa anche perché la vittoria dei Leave non è stata obiettivamente schiacciante. Tuttavia Cameron ha già annunciato che si dimetterà nei prossimi mesi e che sarà il suo successore a sancire ufficialmente il divorzio tra Londra e Bruxelles: un percorso lungo e complesso che durerà almeno due anni. Nessun problema per gli europei residenti nella City, nessun dietrofront sul referendum: verrà rispettata la volontà popolare. Questo è ciò che ha promesso il premier. Ma potrebbero esserci colpi di scena eclatanti.

Brexit, il referendum non è vincolante

In Gran Bretagna il Parlamento è sovrano e il referendum, di fatto, non comporta un’uscita automatica dall’Europa. Si tratta soltanto di una consultazione popolare utile ad indagare la volontà popolare. In Italia, invece, l’art. 75 della Costituzione recita che “non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Dunque nel Bel Paese l’uscita dall’Ue sarebbe di esclusiva competenza del Parlamento sovrano.

Brexit, la Scozia dice no

Il successore di Cameron, in Gran Bretagna, dovrà decidere se invocare, o meno, l’articolo 50 del trattato di Lisbona che prevede l’uscita dall’Ue. La richiesta formale non è ancora stata avanzata e, stando alle prime indiscrezioni, non si farà prima dell’estate. Ad aggravare ancora di più la situazione è Nicola Sturgeon, leader dello Scottish National Party e First Minister di Scozia che ha dichiarato: “Concedere il consenso parlamentare a Brexit? L’assemblea scozzese non lo darà”.

Brexit, serve l’ok del Parlamento

La Scozia contro la volontà popolare degli inglesi. Edimburgo contro Londra. Come ricostruisce Ilsole24Ore, la First Minister di Scozia ha ribadito la necessità di un provvedimento del potere legislativo per poter dar corso alla volontà popolare espressa via referendum. Resta da capire se sia effettivamente necessario sia un pronunciamento del Parlamento di Westminster che di quello scozzese di Holyrood.

Brexit, la Scozia non vuole lasciare l’Ue

La Scozia, quindi, non vuole lasciare l’Europa, difende la volontà popolare degli scozzesi (il Remain ha registrato il 62%) ed è pronta a far guerra a Londra. E se davvero il Parlamento scozzese votasse contro? Quali scenari si aprirebbero? Brexit rischia davvero di saltare? Holyrood, dunque, cerca un negoziato diretto con Bruxelles o addirittura potrebbe spingersi fino ad un nuovo referendum di indipendenza.