I seggi hanno aperto alle 8 e chiuderanno alle 23: il Brexit Day è dunque arrivato e inevitabilmente l’Europa rimane con il fiato sospeso in attesa dei risultati.

Sono circa 46,5 milioni i cittadini britannici chiamati oggi a esprimere la propria preferenza riguardo la permanenza o meno nell’Unione Europea. Tra i primi a votare ci sono stati oggi i due leader dei maggiori schieramenti politici, il premier David Cameron e Jeremy Corbyn, entrambi a favore del “remain”.

Vari i fattori che stanno rendendo più arduo l’accesso alle urne agli elettorali. Il meteo infatti non ha concesso scampo neanche nella giornata del Brexit e le autorità si sono viste costrette a diramare vari allarmi a causa delle potenziali inondazioni causate dalle fitte piogge che cadono sul Paese da molti giorni: le zone più colpite sono quelle di Londra, il Kent, il Sussex e il Surrey.

A questo proposito sono stati riscontrati disagi sia per la circolazione della rete ferroviaria che nel corretto funzionamento della metropolitana e dei treni urbani di Londra.

Forse anche a causa dell’importanza della consultazione sono stati eliminati in via ufficiale gli exit poll, per quanto nella notte è probabile che compaiano le prime previsioni. I risultati finali dovrebbero però essere già pronto per l’alba di venerdì, e già dalle 8 il destino del Regno Unito sarà noto.

Quello dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea – stando all’opinione degli esperti – sarà in ogni caso un processo graduale, e per portare a termine i vari passi saranno necessari dai 2 ai 7 anni.

Tuttavia le ripercussioni saranno immediate e toccheranno vari settori. In primis quello lavorativo, con i lavoratori nel Regno Unito che conserveranno i loro diritti in virtù della Convenzione di Vienna, ma ciò non si applicherà per i nuovi arrivati. Anche gli studenti europei verranno equiparati ai loro colleghi extra europei, con conseguente innalzamento delle rette e perdita dell’assistenza sanitaria gratuita.

Le imprese invece andranno incontro a dazi e obblighi di certificazioni, con possibili uscite di aziende importanti penalizzate da tasse troppo alte. Risvolti importanti anche per il mercato, in quanto si prevede che un eventuale Brexit possa portare la borsa a far segnare un record negativo del 20%.