Standard & Poor’s, la nota agenzia di rating, ha presentato le proprie previsioni post Brexit. Dopo il referendum con cui il Regno Unito ha scelto di abbandonare l’Unione Europea, le conseguenze di questa decisione si faranno sentire sia sul popolo britannico sia su quello europeo, lo assicura anche la stessa Standard & Poor’s.

Secondo l’agenzia di rating, le conseguenze più pesanti della Brexit saranno pagate proprio dai britannici: la Gran Bretagna, se eviterà la recessione, lo farà solo per un soffio mentre il Prodotto Interno Lord potrebbe avere un impatto che va dall’1,2 per cento nel 2017 all’1 per cento nel 2018. La banca d’Inghilterra potrebbe portare i tassi a zero entro la fine di quest’anno mentre il programma di Quantitative Easing potrebbe essere poi ripreso l’anno successivo, nel 2017, nonostante si prevede una ripresa dell’inflazione dovuta al calo della moneta britannica.

Neppure l’Eurozona dovrebbe passarsela bene però: se per la Gran Bretagna post Brexit il rischio recessione è più che concreto, per gli altri Paesi dell’Ue il rischio più evidente è che la crescita possa subire rallentamenti, sia a livello di scambi commerciali sia a livello di investimenti. A tal proposito, conterà soprattutto la risposta che saprà fornire la Banca centrale europea.

Secondo Standard & Poor’s a pesare sulle previsione sarebbero soprattutto i tempi incerti di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Di certo, però, gli effetti della Brexit si faranno sentire sotto tre diversi punti di vista per i britannici: commercio internazionale, fiducia dei consumatori, mercati finanziari e tasso di cambio della moneta nazionale (la sterlina). La portata delle conseguenze dipenderà anche dalla tenuta della domanda interna del Paese.