La Guardia di Finanza ha arrestato cinque dipendenti della centrale Enel di Cerano, in provincia di Brindisi, per un giro di tangenti.

I pm Milto De Nozza e Francesco Carluccio hanno formulato l’ipotesi di reato di corruzione continuata per atti contrari ai doveri d’ufficio che ha fatto finire il funzionario in carcere e gli altri quattro dipendenti Enel ai domiciliari. Inoltre gli uomini delle Fiamme Gialle hanno provveduto a sequestrare preventivamente beni per un valore complessivo di oltre 230mila euro.

Le indagini sono iniziate già dall’anno scorso in seguito alla denuncia di un imprenditore di Lecce che aveva tentato il suicidio. Il 44enne aveva raccontato di essere disperato in seguito ad alcuni guai economici venutisi a creare proprio dopo aver lavorato per Enel.

Dopo aver vinto un appalto la sua azienda aveva eseguito dei lavori negli impianti termoelettrici, premiati da Enel con un certificato di buona esecuzione. Tuttavia l’imprenditore non aveva mai incassato i compensi dovuti, ma era riuscito ad aggiudicarsi un altro appalto.

Questi però gli era stato revocato subito dopo con una motivazione che aveva dell’incredibile, trattandosi della negazione del certificato attribuitogli da Enel: l’uomo si era allora rivolto ai dirigenti della centrale e poi a Francesco Starace, amministratore delegato, lamentando l’accaduto.

L’indagine interna di Enel aveva portato a una denuncia in procura, che ha poi condotto alla scoperta delle tangenti incassate dai dirigenti, che avrebbero favorito i propri amici nell’assegnazione degli appalti.

Enel ha voluto ricordare in una nota di aver collaborato con le autorità e preso provvedimenti prima che arrivassero gli arresti: “L’azienda oltre a denunciare da gennaio alla magistratura i fatti esposti, ha anche adottato i provvedimenti disciplinari, incluso il licenziamento, nei confronti dei dipendenti per i quali, attraverso le verifiche interne, erano stati già individuati elementi di responsabilità. Enel confida nell’operato della magistratura e ribadisce la propria collaborazione al prosieguo delle indagini”.