Si chiama Adriana, la trans brasiliana che è detenuta nel reparto maschile del Cie (dopo aver perso il lavoro e quindi il permesso di soggiorno) e che ha annunciato otto giorni di sciopero della fame perché teme per la sua incolumità, così come ha fatto sapere il Movimento Identità Transessuale (Mit) e Sinistra Italiana che lunedì presenterà un’interrogazione al Governo.

Trans nel reparto maschile, teme per la sua incolumità

“Adriana è al Cie di Brindisi dal 21 febbraio e si trova in mezzo a centinaia di uomini, correndo ogni istante evidenti rischi di violenze. Abita in Puglia ed è stata prelevata da un albergo dove si trovava con il suo fidanzato. Proviene da una zona pericolosa del Brasile dove ogni anno vengono uccisi 200 trans. Vogliamo che della questione si interessi il Ministro della Giustizia e il Dap perché Adriana passa 23 ore al giorno in cella per proteggersi. Abbiamo scritto al prefetto di Brindisi che ha detto di aver chiesto il suo trasferimento: il problema è che al Cie di Brindisi non esiste un reparto femminile. E non le viene somministrata nemmeno la terapia ormonale perché non c’è nessuno che può prescrivergliela. Per risolvere questa situazione basterebbe una circolare ministeriale” ha dichiarato Cathy La Torre, legale del Mit e componente della segreteria di Sinistra Italiana.

Trans nel reparto maschile, lunedì interrogazione al Governo

“Quali sono i diritti di una persona trans quando si trova rinchiusa in un luogo di reclusione? Quanto conta la sua vita, quanto pesa la sua storia, quanto vale la sua dignità? Se ne avessi il potere, vorrei su questo specifico argomento interrogare i ministri competenti, Marco Minniti e Andrea Orlando ha scritto Nichi Vendola sul suo blog dell’Huffington Post. Secondo il deputato del Pd Federico Gelli, Minniti e Orlando devono fare “quanto necessario per agevolare il trasferimento di Adriana che si trova in una situazione di rischio per la sua incolumità”.