Gli investigatori sono ancora alle prese con molti punti oscuri riguardanti gli attentati di Bruxelles nei quali sono morte oltre 30 persone. Innanzitutto l’identità e la sorte di due terroristi del gruppo che sono stati registrati dalle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto e della metropolitana della capitale belga.

Ma procediamo con ordine. Il più noto della coppia di sospettati potenzialmente in fuga e è l’uomo con il cappello che si vede nelle immagini delle videocamere di sorveglianza dell’aeroporto di Zantem insieme a Ibrahim el Bakraoui. Recante un grande bagaglio, in cui con tutta probabilità è stata collocata una bomba, il presunto terrorista dovrebbe trovarsi in fuga, forse spinto da un ripensamento dell’ultimo minuto.

Incerta anche la sorte di un quinto componente del gruppo, ovvero colui che ha accompagnato nella stazione della metropolitana di Maelbeek Khalid el Bakraoui – all’inizio ritenuto unico attentatore. Anche questi è stato immortalato dalle videocamere, con un grande borsone in mano e un berretto chiaro in testa: ancora non identificato, non è chiaro se sia morto negli attentati o se si sia dato alla macchia.

Emergono però dettagli inquietanti sugli obiettivi della cellula terroristica, che avrebbe avuto nel mirino anche delle centrali nucleari del Belgio. A dimostrarlo, secondo fonti vicine alla polizia, ci sono le attività di sorveglianza ai danni del direttore del programma di ricerca e sviluppo nucleare.

Un filmato lungo 10 ore è stato infatti recuperato in un blitz di dicembre che aveva portato all’arresto di Mohamed Bakkali: i due responsabili della raccolta di informazioni per un possibile attentato non sarebbero altro che i fratelli Bakraoui. Solo l’arresto di Choukri e Salah Abdeslam avrebbe imposto un veloce cambio di programma con lo spostamento dell’attacco verso l’obiettivo “più semplice” da portare a compimento.

La coppia di fratelli sarebbe poi già nota alle forze dell’ordine: Ibrahim e altri due complici si erano resi protagonisti il 30 gennaio del 2011 di una rapina presso una filiale della Western Union a Bruxelles. Catturato, il terrorista avrebbe dovuto scontare nove anni di carcere ma metà della pena viene condonata. Solo un anno dopo in carcere arriva anche Khalid, anche lui con cinque anni da scontare per furto d’auto e fuori sin dal 2014.

A proposito di Abdeslam si rileva come quest’ultimo abbia accettato di essere trasferito in Francia, come ha ammesso l’avvocato Sven Mary che lo difende. Salah però non ha mai voluto parlare e aiutare le autorità belghe, per cui permangono dubbi su una sua futura collaborazione con l’intelligence francese.