Sarebbero stati catturati i due fuggitivi che erano riusciti a sfuggire alle forze dell’ordine durante la sparatoria di ieri nel quartiere di Forest, a Bruxelles. Uno dei due in realtà sarebbe stato preso già nella serata di ieri, mentre oggi sarebbe stato il turno dell’altro, che era riuscito a darsi alla macchia: secondo le prime informazioni si potrebbe trattare di una coppia di fratelli. Secondo un quotidiano belga i due sarebbero Khalid e Ibrahim El Bakraoui, di 27 e 30 anni.

Come si ricorda il raid antiterroristico frutto delle investigazioni congiunte degli ufficiali belgi e francesi aveva portato a un lungo scambio di colpi nel quale quattro agenti di polizia erano rimasti feriti e un sospetto è stato ucciso.

Le indagini, che riguardavano in modo collaterale gli attacchi di Parigi, hanno portato a una appartamento nella zona sud-ovest di Bruxelles. Ieri pomeriggio la polizia, che non si aspettava una risposta del genere, è stata accolta da una raffica di colpi partiti da armi pesanti.

A questo punto i militari hanno dovuto prendere posizione, mentre quattro tra loro risultavano feriti, uno in modo grave dopo aver riportato importanti lesioni all’orecchio e alla testa.

Dozzine di uomini della polizia hanno circondato la zona, mentre due fuggitivi tentavano la fuga disperata attraverso la selva di tetti del quartiere. Sono stati installati posti di blocco e ai residenti è stato chiesto di rimanere in casa: due ore dopo il primo scontro si sono infatti uditi nuovi colpi di arma da fuoco.

Il sospettato che è rimasto ucciso nello scontro era armato con un Kalashnikov. È stato confermato che non si tratta di Salah Abdeslam, il terrorista ricercato che è stato identificato come la mente dietro gli attentati di Parigi, ma l’identità del morto non è ancora nota.

Marc Jean Ghyssels, Borgomastro del quartiere di Forest, ha comunque voluto rassicurare i concittadini. “Non c’è alcuna minaccia specifica che pende sulle istituzioni o sui cittadini. Si è trattato solo di una perquisizione che è andata storta“.

La polizia ha poi confermato che l’obiettivo del raid non era quello di trovare il 26enne Abdeslam, cresciuto proprio nella città di Bruxelles, quanto a stanare alcune persone collegate agli undici cittadini belgi collegati ad atti di terrorismo arrestati nell’ultimo periodo. Già lo scorso gennaio le autorità avevano annunciato di aver scoperto due appartamenti e una casa usati da Abdeslam e dai suoi complici prima degli attacchi, probabilmente durante la fase di pianificazione, con tanto di impronte digitali e tracce di esplosivo ritrovate sul posto.