Nelle frenetiche ore che seguono gli attentati di Bruxelles emergono poco alla volte dettagli che contribuiscono ad ampliare le prospettive degli investigatori chiamati a dare ordine al caos portato dall’esplosione di violenza.

Come già si è detto sono in quattro in tutto i terroristi che hanno preso parte parte agli attentati: due si sono fatti saltare in aria nell’aeroporto di Zaventem e un altro nella stazione di Maelbeek.

Al momento un membro del quartetto non è ancora stato identificato dalle autorità, mentre è stata stabilita l’identità dei due fratelli Ibrahim e Khalid el Bakraoui, che si sono immolati nella struttura aeroportuale e alla metropolitana; Najim Laachraoui, l’artificiere del gruppo, è ancora in fuga.

La notizia dell’ultima ora è però che oltre a questi vi sono altre quattro persone ricercate dalla polizia: i quattro sarebbero due ragazzi di 25 e 26 anni, un 33enne di Anversa di origine marocchina e un 22enne di Limburgo già conosciuto dalle forze dell’ordine. Costoro sarebbero stati conducenti e passeggeri delle tre vetture sulle quali si sono mossi i terroristi.

A questo proposito è emerso come a rivelare l’identità degli stessi sia stato il tassista che ha poi condotto la polizia nel nascondiglio di Schaerbeek: per un errore della compagnia di taxi all’appartamento è stata infatti mandata una berlina quando invece i tre avevano intenzione di noleggiare un camioncino, per portare tutti i bagagli carichi di esplosivo che avevano con sé.

Si sta poi esplorando i molteplici legami tra questa cellula di Bruxelles e il manipolo degli attentatori di Parigi: Khalid e Ibrahim el Bakraoui sono stati infatti riconosciuti anche come coloro che avevano affittato gli appartamenti utilizzati come basi per le operazioni nella capitale francese. Khalid aveva anche preso in affitto la casa di Forest, oggetto di una perquisizione della polizia la settimana scorsa che era sfociata in una sparatoria.

Da alcuni indizi rinvenuti nel covo di Schaerbeek è poi stato confermato il legame tra Salah Abdeslam, ora in carcere e in precedenza latitante proprio in quel di Bruxelles, e il gruppo di attentatori: Khalid infatti ha lasciato una registrazione audio in cui affermava di non voler fare la fine del compagno, facendo trasparire una certa ansia di chiudere l’operazione suicida.

Intanto le autorità europee stanno iniziando a riflettere sulle iniziative da prendere per evitare altre situazioni simili. Il Commissario della Ue per gli affari interni Dimitris Avramopoulos ha infatti affermato come sia arrivato il tempo che l’Europa attui lo scambio di informazioni tra le intelligence dei vari Paesi in quanto “tutti i terroristi erano noti alle polizie locali ma non è stato fatto nulla perché non c’è stato scambio di informazioni”.

Sono infine stati scoperti gli ordini dell’Isis ai membri della cellula attraverso l’uso della chat Telegram (che permette di usufruire di messaggi in grado di distruggersi dopo la lettura). I vertici dello Stato Islamico avrebbero raccomandato di “non usare Internet senza un sistema di crittografia” e di evitare assolutamente i social media per non diffondere informazioni anche involontariamente.