Volendo scherzarci sopra, si potrebbe dire che quella tra l’Inter e i passaporti fasulli è una storia che non passa mai di moda. Secondo quanto riferito da Sky TG24, il kamikaze che si è fatto esplodere alla fermata Maelbeek della metropolitana di Bruxelles, Khalid El Bakraoui, avrebbe utilizzato le generalità di un ex giocatore dell’Inter, Ibrahim Maaroufi, per muoversi in Belgio. Maaroufi, belga di origine marocchine, ha militato nel club nerazzurro per un paio di stagioni tra il 2006 e il 2008, senza lasciar grandi tracce di sé. Dopo aver giocato nel Vicenza, Maaroufi ha poi vagato tra Europa, Marocco e perfino Iran: nel 2014-15 torna in Italia, per giocare in Lega Pro con la Paganese, mentre la sua ultima squadra è il Wallonia Walhain, terza serie belga.

Come conferma un dossier dell’Antiterrorismo visionato dai colleghi di Sky. El Bakraoui si sarebbe servito dei falsi documenti di Maaroufi per transitare attraverso l’Italia per raggiungere Atene. Era il 23 luglio del 2015 quando il terrorista atterrò a Treviso con un volo Ryanair proveniente da Bruxelles, utilizzando proprio il documento d’identità di Maaroufi per passare il check-in e per registrarsi in un hotel nei pressi dell’aeroporto. E sempre grazie a queste carte false El Bakraoui si è poi imbarcato su un volo diretto in Grecia.

Successivamente, il 3 settembre, le generalità di Maaroufi sarebbero servite a El Bakraoui per affittare un appartamento di Rue de Fort a Charleroi. La polizia belga ha perquisito la casa a dicembre, dopo le stragi di Parigi, senza trovarvi armi o esplosivi, ma le impronte digitali di Abdelhamid Abaaoud e di Bilal Hadfi, rispettivamente la mente degli attentati del 13 novembre e uno degli esecutori materiali (Hafdi si fece saltare in aria allo Stade de France). Al momento non è ancora chiaro come abbia fatto il terrorista a impossessarsi dell’identità dell’ex calciatore dell’Inter.