Nella giornata di ieri hanno fatto molto discutere le lacrime di Federica Mogherini, l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue in visita in Giordania, la quale durante un discorso a commento dei tragici avvenimenti di Bruxelles non è riuscita a trattenere l’emozione.

Una reazione comprensibile, quella della Mogherini, che in una lettera aperta ha ribadito però come “non sono le immagini delle lacrime che contano, ma il nostro lavoro quotidiano dentro e fuori i confini della nostra Unione”.

Tornata a Bruxelles, in un’intervista rilasciata a Repubblica la politica ha ribadito come la sua missione in Giordania avesse anche un obiettivo preciso, in quanto il Paese è partner dell’Unione Europea nella lotta alla radicalizzazione ed è parte integrante di quelle “voci musulmane contro il terrorismo” che secondo la sua visione dovrebbero essere maggiormente ascoltate.

Ma a interessare l’Alto rappresentante sono sopratutto questioni di metodo nella battaglia contro la jihad. La Mogherini invoca infatti una maggiore collaborazione delle intelligence europee, chiamate a lavorare insieme e a condividere immediatamente le informazioni raccolte dalle singole agenzie nazionali. Un appello, come lei stessa ammette, già lanciato ai tempi dell’11 settembre, ascoltato solo in linea di principio ma rimasto inapplicato nei fatti.

La Mogherini ha poi voluto esprimersi contro l’islamofobia che di questi tempi sta dilagando in Europa, anche comprensibilmente: “Sarebbe ora che capissimo che non si tratta di una presenza esterna. Questi terroristi sono cittadini europei, nati in Europa, cresciuti in Europa. È l’alleanza, il dialogo, la cooperazione la coesistenza di religioni diverse che risolverà questi problemi. Se ci raffiguriamo la questione in termini di ‘noi’, europei e cristiani, e ‘loro’, arabi, musulmani, terroristi, non vediamo la verità, perché stiamo comunque parlando di europei. E alimentiamo la stessa narrazione di quelli che vogliono dimostrare che vivere insieme, fianco a fianco, è impossibile.

Nella giornata di ieri c’è stato anche chi non ha gradito le lacrime della Mogherini, e tra questi la critica può dura è arrivata da Giorgia Meloni, candidata sindaco di Roma e leader di Fratelli d’Italia, la quale in un tweet ha esternato tutto il proprio sdegno, con un paragone finale decisamente politicamente scorretto: “Mi vergogno di essere rappresentata in Europa da Federica Mogherini, Alto rappresentante della UE per la politica estera e di sicurezza, che ieri è scoppiata a piangere durante la conferenza stampa sui fatti di Bruxelles. È il simbolo di un’Europa debole, molle e incapace davanti agli attacchi che subisce. Mi auguro che la Mogherini, dopo questa figuraccia, voglia dimettersi e lasciare il suo incarico a qualcuno che non alimenti il desiderio di conquista per la fragilità che dimostra in ogni occasione significativa.
P. S. L’ultima che ha pianto durante una conferenza stampa è stata Elsa Fornero. Abbiamo visto come è andata a finire per gli italiani.”