La bugia è più credibile se la si pronuncia prima di andare in bagno. È questo il risultato di uno studio della California State University, nato principalmente per analizzare le performance delle persone quando impegnate in più compiti contemporaneamente. In particolare, i ricercatori hanno voluto indagare il cosiddetto “effetto di ricaduta inibitorio”, ovvero quando il focus su un’attività in corso facilita la performance di una immediatamente contemporanea.

«L’effetto di ricaduta inibitorio avviene quando la performance in un compito di autocontrollo facilita la performance in un altro compito, simultaneamente condotto». Così spiegano i ricercatori dell’ateneo californiano. Per verificare tale peculiarità, gli studiosi hanno chiesto a un gruppo di volontari di bere una piccola (basso controllo) oppure una grande (alto controllo) quantità d’acqua, chiedendo poi ai partecipanti di riferire la verità o una bugia a un intervistatore. A un terzo osservatore, nel frattempo, è stato richiesto di giudicare la credibilità di quanto raccontato dall’osservazione della scena. Dai test è emerso che le bugie sono maggiormente credibili quando dette in contemporanea alla necessità di usufruire dei servizi, poiché i partecipanti esercitano un maggiore controllo, innescando un effetto di migliore performance per più compiti alla volta. «Durante l’alto controllo, i mentitori hanno dimostrato significativamente meno indizi dell’inganno e più indizi comportamentali riferibili alla verità»: così spiega la ricerca, nel sottolineare come la bugia sia un’attività cognitiva incredibilmente complessa per il cervello, migliorata dallo stimolo a usare i servizi poiché quest’ultimi incrementano la reattività dei centri cognitivi. In altre parole, qualora si volesse raccontare un’innocua bugia, meglio farlo a vescica piena.

Fonte: Telegraph