Il 27 luglio di 74 anni fa avveniva uno dei più fortunosi debutti nel mondo dei cartoni animati: è il 1940 quando Bugs Bunny fa la sua prima comparsa nel cartone “A Wild Hare”.

Personaggio di riferimento della grande famiglia Looney Tunes, il furbo coniglietto nasce dall’idea di un gruppo di disegnatori: Ben “Bugs” Hardaway (che ne creò una prima versione nel 1938), Bob Clampett, Tex Avery (che ne sviluppò la personalità definitiva nel 1940), Robert McKimson (che ne creò l’aspetto grafico definitivo), Chuck Jones e Friz Freleng, già “genitori” di personaggi estremamente famosi come Wile E. Coyote, Road Runner “bip bip” e il Gatto Silvestro.

Conosciuto inizialmente in Italia con il nome di Lollo Rompicollo, nonostante il suo umorismo un po’ british, Bugs Bunny vede così la luce a Brooklyn, quartiere molto popolare della New York anni Trenta, tanto che Mel Blanc, suo originario doppiatore, gli regalerà quel tipico accento, da lui stesso definito “una miscela paritaria di quello del Bronx e di quello di Brooklyn”. In Italia, invece, la voce di Bugs sarà quella di Franco Latini, prima, e di Massimo Giuliani successivamente.

Quel che invece è rimasto da sempre immutato è l’enorme successo che il personaggio ha riscosso fin dalla sua prima apparizione in “A Wild Hare” (Una lepre selvatica). È infatti in questo cartoon che per la prima volta esce dalla sua tana per chiedere a Taddeo “Che succede, amico?”. E’ quindi ormai opinione condivisa che questa sia la prima apparizione pubblica del personaggio, valutando quelli apparsi nei corti precedenti come altri conigli usati una sola volta, che mostravano solo casuali somiglianze con Bugs, tanto che in uno dei primi episodi del recente “The Looney Tunes Show”, durante una discussione fra Bugs Bunny e Daffy Duck, il primo chiede all’altro se sappia quando è il suo compleanno, e dopo che Daffy Duck ha inutilmente tirato ad indovinare, Bugs afferma che è il 27 luglio!

In brevissimo tempo Bugs Bunny conquista quindi grandi e piccini e diventa protagonista di numerosi episodi e di corti d’animazione. Nel 1942, è incoronato star del grande schermo grazie alla serie Merrie Melodies, mentre negli anni Sessanta debutta in un programma televisivo a lui dedicato, “The Bugs Bunny Show”, fino fare da comparsa, nel 1988, nel celebre lungometraggio “Chi ha incastrato Roger Rabbit”. Ma c’è di più. Nel 1997, presta il suo volto a un francobollo, che diventa subito oggetto da collezione, oltre che uno dei francobolli più comprati negli Usa.

Equivalente moderno della figura mitologica dell’imbroglione, nei cartoni animati Bugs non compare mai solo, ma s’incontra e si scontra con altri altrettanto noti amici. Tra questi Taddeo, lo sfortunato cacciatore di conigli che finisce sempre KO davanti alla sua furbizia, Daffy Duck e il buffo Wile E. Coyote. Noto per la sua celebre battuta “Che succede, amico?” (“Eh, what’s up, doc?”), puntualmente esclamata godendo della disfatta del suo avversario, immancabilmente Bugs Bunny esce vincitore da questi conflitti, perché fa parte della sua natura. Preoccupati però che il pubblico potesse perdere simpatia per un aggressore che vinceva sempre, gli autori furono costretti ad escogitare vari stratagemmi per assicurargli il sostegno del pubblico: le sue esilaranti rappresaglie sono quindi sempre messe in atto a seguito di ripetute minacce, sbruffonate e scorrettezze ai suoi danni, oppure in difesa di altri personaggi in difficoltà, generando così circostanze “accettabili” per le sue cattiverie.

Per nulla invecchiato nonostante i lunghi anni trascorsi da quella prima, storica apparizione, Bugs Bunny rimane ancor oggi il coniglietto più famoso dei cartoni animati, tanto che di lui è stata creata di recente anche una versione “baby” per la serie televisiva statunitense Baby Looney Tunes.

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