L’articolo più importante del decreto sulla buona scuola è il 10, che prevede un piano straordinario di 100.000 assunzioni entro il primo settembre – all’approvazione di questo articolo il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini dedica (giustamente) un tweet.

Un altro aspetto che interessa molti è rappresentato dall’aumento delle detrazioni delle spese per la frequenza scolastica nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie – che ora hanno il nuovo limite di 400 euro all’anno per studente -, e dalla card di 500 euro per l’aggiornamento degli insegnanti, il limite di 36 mesi per i contratti.

Da ricordare sono il rafforzamento dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica e lo stanziamento di 40 milioni per il 2015 per il controllo dei controsoffitti – i soldi sono pochi ma è sempre meglio di niente -, e il periodo di un anno di prova per i neoassunti – nonostante i proclami su questo punto non c’è grossa differenza rispetto al passato. L’unica novità è la creazione di un Comitato per la valutazione dei docenti che verrà sentito dal Dirigente scolastico in occasione della conferma in ruolo dopo l’anno di prova. Per la prima volta ne faranno parte due genitori nelle scuole primarie e alle medie, e da un genitore e uno studente, alle superiori.

Si prevede che il testo – conta complessivamente 27 articoli – venga licenziato entro oggi – o al massimo domani – dalla Camera e passi al Senato. Per velocizzare l’iter del decreto il governo ha deciso di stralciare da questa cosiddetta riforma l’articolo 17. E’ per intenderci quello che avrebbe permesso di destinare il 5 per mille dell’Irpef alle scuole private – come avviene già per le associazioni di volontariato.

Era uno dei punti più controversi del decreto della buona scuola, e per evitare problemi il governo Renzi ha deciso di affrontare la questione tra qualche mese in sede di legge di Stabilità.