Matteo Renzi ha intenzione di chiudere la partita sulla nuova riforma della scuola entro domani. La cosiddetta “Buona scuola” dovrebbe passare domani all’esame finale del Senato e per l’occasione il governo ha intenzione di mettere la fiducia.

La riforma della scuola sarà così votata domani dal Senato, senza passare dalla commissione, dove il governo Renzi potrebbe non avere la maggioranza, considerato il dissenso da parte di alcuni senatori dello stesso Partito Democratico.

La decisione di Renzi di porre la fiducia sulla Buona scuola non è stata ovviamente bene accolta dalle opposizioni. Parole particolarmente dure arrivano dalla Lega Nord, con il capogruppo Gian Marco Centinaio che dichiara che: “La fiducia se la voteranno loro e i loro amici. Noi usciremo perché non partecipiamo ai teatrini che fanno ridere i polli.”

Ancora più infuocate le parole in arrivo dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle, che sostengono sia il: “colpo di mano di un monarca”. Tra chi non ci sta alla riforma della Buona scuola anche il dimissionario Stefano Fassina, che al proposito dice che si tratta di: “Uno schiaffo al parlamento e al mondo della scuola”.

Sulla riforma, Renzi ha invece chiarito che: “Se il progetto della Buona scuola andrà avanti avremo 100mila assunzioni in più. Se non andrà in porto, ci sarà il regolare turn-over: non 100 mila, ma 20-25 mila assunzioni”. E ha aggiunto che “non è previsto nessun cambio del calendario delle vacanze nella riforma della scuola. Di questo parleremo solo dopo che sarà approvato il ddl”.

Alla vigilia del passaggio in Senato della nuova discussa riforma della scuola, parte quindi il toto-voti. La maggioranza dovrebbe farcela senza troppi problemi, però c’è un certo timore riguardo a quanti potrebbero essere i dissidenti interni al Pd. Al momento sembra comunque che la minoranza capitanata da Pier Luigi Bersani, per quanto non del tutto contenta delle modifiche fatte al testo, dovrebbe votare la fiducia al governo.