E’ anche necessario mettersi nei loro panni. Se per il terzo giorno consecutivo Google ha messo un doodle sugli auguri di Natale senza fare un accenno diretto alla festività cristiana in oggetto, ci sarà pure una ragione. La stessa di sempre. Una multinazionale generalmente deve stare attenta a non attirarsi gli strali delle fazioni organizzate, sempre in cerca di occasioni per creare problemi ai giganti industriali. E così il politicamente corretto è d’obbligo. “Buone feste” non offende nessuno e tutti sono contenti.

Quindi anche a Santo Stefano (anzi no, il secondo giorno dopo una delle festività di fine anno) il doodle elaborato a Mountain View è quanto di più anonimo possa esistere. Quasi sarebbe stato meglio lasciare il logo ordinario di Google.