I buoni pasto diventano una sorta di moneta per fare la spesa. E non solo nei centri commerciali – dove effettivamente è già possibile riscattarli – , ma anche nei mercatini, spacci aziendali, agriturismo e tanto altro ancora. Il buono pasto potrà essere sfruttato praticamente ovunque per fare la spesa per sé e per la propria famiglia.

Tramite un decreto del ministero dello Sviluppo economico la possibilità di utilizzo del buono pasto viene esteso ad altri contesti, a partire dal 9 di settembre. Non solo: da settembre i buoni pasto potranno inoltre essere  cumulabili quotidianamente fino ad un massimo di otto.

Anche se molti dipendenti già utilizzano più ticket alla volta, a partire dal 9 settembre sarà possibile per legge sfruttarne molti di più alla volta invece dell’unico ticket giornaliero (che mediamente ha un valore di 6 euro).

Da buono pasto a buono spesa, dunque. Questa la trasformazione di uno strumento che in Italia è stato introdotto negli anni Settanta e viene usato sia nel settore pubblico che privato. Il servizio alternativo alla mensa ha un valore di 3 miliardi di euro e rappresenta l’1% del Pil nazionale, relativo a quasi 200 mila posti di lavoro.