Tra le 29 vittime dell’attacco terroristico che venerdì scorso ha sconvolto Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, ci sarebbe anche il piccolo Michel Santomenna, figlio del proprietario del caffè Cappuccinò, il signor Gaetano Santomenna.

Al momento dell’assalto, il bimbo, di soli 9 anni, si sarebbe infatti trovato all’interno del locale assieme alla madre, Victoria Yankovska, di nazionalità ucraina. Ad annunciare il decesso di entrambi è una nota Ministero degli Esteri ucraino, confermando i timori già espressi dalla Farnesina, che a 48 ore dalla strage ha fatto sapere: “Il figlio minore di circa 9 anni del titolare italiano del ristorante ‘Cappuccinò, signor Gaetano Santomenna, si trovava all’interno del locale al momento dell’assalto insieme a sua madre, cittadina straniera. Le operazioni formali di riconoscimento dei corpi delle numerose vittime dell’attentato sono tuttavia ancora in corso da parte delle autorità del Burkina Faso”.

Insieme al figlio e alla moglie di Santomenna, avrebbero perso la vita anche la sorella di lei, Jana, e la nonna del piccolo; tutti caduti sotto i colpi del commando armato che ha fatto irruzione nel locale.

La mano violenta dei terroristi non si ferma nemmeno di fronte a un bambino di nove anni. L’esecrabile attentato compiuto in Burkina Faso, nel quale è rimasto ucciso il piccolo Michel Santomenna, dimostra, una volta di più, che l’obiettivo del terrorismo fondamentalista è distruggere ogni regola di civiltà e il senso stesso di umanità. L’Italia perde un suo bambino e si stringe attorno al padre Gaetano Santomenna” ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

In Burkina Faso si aprono intanto i tre giorni di lutto nazionale indetti in onore delle vittime della strage jihadista. L’azione, lo ricordiamo, è stata rivendicata da Al Qaida per il Maghreb Islamico (Aqmi). “Una vendetta contro la Francia e i miscredenti occidentali“, ha dichiarato il ramo nordafricano di Al Qaida, che ha precisato che l’assalto è stato compiuto da “combattenti del battaglione Morabitoun“.