La maggioranza di centrodestra del consiglio regionale del Veneto è pronta a far guerra a burqa e niqab e a proporre addirittura una legge che consenta di vietarli su tutto il territorio nazionale, come accade già in altri Paesi europei – come Belgio e Francia. A lanciare la proposta è stato il consigliere della Lega Nord Alberto Villanova, che ha presentato un progetto di legge a respiro nazionale per vietare il velo che copre integralmente il volto, impedendo alla persona di essere immediatamente identificabile.

In realtà il progetto di legge presentato dalla maggioranza della Regione Veneto non si concreterebbe in una legge ex novo bensì in un’integrazione di quelli che sono gli attuali articoli del codice penale italiano che si occupano di vietare il travisamento del volto, nei luoghi pubblici, senza giustificato motivo. Burqa e niqab verrebbero quindi aggiunti ai già vietati caschi e passamontagna. In base al progetto di legge, inoltre, chi costringerebbe le donne ad indossare tali capi potrebbe rischiare una pena di reclusione da un minimo di quattro ad un massimo di dodici mesi e una pena pecuniaria da dieci a trentamila euro.

Il progetto di legge appoggiato dalla maggioranza del consiglio regionale veneto rappresenterebbe dunque un passo in avanti rispetto all’attuale legislazione italiana, in cui il burqa, a tutti gli effetti, non è vietato e che gli unici divieti finora registrati riguardano alcune rare ordinanze municipali. Il Partito Democratico sarebbe piuttosto critico in merito mentre il Movimento Cinque Stelle avrebbe mostrato scetticismo su tale progetto di legge.

Al “vuoto” legislativo in materia si affiancherebbe poi una sentenza del 2008 del Consiglio di Stato, che aveva ritenuto la matrice religiosa e culturale un giustificato motivo per indossare il burqa o il niqab.