Il giornalista Bob Ruguruka è stato arrestato lo scorso 20 gennaio dalle autorità di Bujumbura, la capitale del Burundi. L’uomo, direttore della Radio Popolare Africana, la più celebre tra le stazioni del Paese, aveva contribuito a far luce sul caso dell’omicidio di tre suore italiane uccise il 7 settembre dell’anno scorso a Kamenge.

Si trattava di suor Luci Pulici, suor Olga Raschietti e e suor Bernardetta Boggian, tre missionarie partite per l’Africa nonostante alcuni problemi di salute. Secondo le ricostruzioni della polizia le tre religiose sarebbero state prima violentate e poi uccise, una delle quali decapitata.

Le autorità dopo poche ore dal terribile delitto arrestarono Christian Claude Butoyi, un uomo dai gravi problemi mentali e fisici, in casa del quale sarebbe stato rinvenuto anche il sasso con il quale avrebbe infierito sulle vittime.

Tuttavia i membri del villaggio hanno da subito dubitato della versione ufficiale del governo, nonostante la confessione di Butoyi, ritenuto da chi lo conosceva incapace di un simile gesto.

Ruguruka durante la sua trasmissione ha invece mandato in onda la confessione di una fonte anonima che si sarebbe addossata la responsabilità materiale dell’accaduto, ma avrebbe rimandato quella morale a Adolphe Nshimirimana,.

L’uomo, ex direttore dei servizi segreti del Burundi, avrebbe voluto così proteggersi dalla testimonianza delle tre religiose, le quali avrebbero scoperto alcuni traffici illegali: tramite lo “schermo” dell’aiuto alla parrocchia venivano infatti lasciati passare per la dogana farmaci e minerali illegali.

Al momento Ruguruka è stato arrestato per ben 4 capi d’accusa, ovvero concorso in omicidio, tradimento della solidarietà nazionale, violazione del segreto istruttorio e occultamento di un reo. L’ultima tra queste accuse, tutte piuttosto ridicole, ammetterebbe implicitamente che le indagini del giornalista avrebbero colpito nel segno.

Foto: SteveRwanda