Fare incetta di frutta secca a spese dei contribuenti non sarà più possibile alla buvette della Camera. La società che eroga il servizio ha infatti deciso di razionare le mandorle, uno degli snack preferiti dai parlamentari. Le mandorle vengono acquistate a un costo di 40 euro al chilo e verranno sostituite nei giorni di minore affluenza alla buvette da pizzette e tramezzini, snack decisamente più economici.

La decisione rientra in un più ampio programma di razionalizzazione delle spese deciso dai gestori della buvette per far fronte ai conti in crisi ed evitare di licenziare i dipendenti. La società ha un buco di 100 mila euro. Finora i deputati hanno sempre goduto di prezzi ribassati: dalle bibite agli snack. Ma la società che gestisce la buvette della Camera ha deciso che per risollevare le finanze bisognava partire proprio dai prezzi.

Il costo di un caffè è così passato dagli 80 ai 90 centesimi. Per un pasticcino i deputati dovranno sborsare 75 centesimi e non più 60. Il costo di una brioche è lievitato a 1,20 euro. I prezzi degli aperitivi alcolici e analcolici sono stati rincarati di 0,50 centesimi attestandosi sui 4 euro e 50. I deputati ormai da tempo devono portarsi da casa la bottiglietta d’acqua vuota, da riempire alla fontana o il loro bicchiere. I gestori del bar della Camera sono soddisfatti dal nuovo listino prezzi:

La ditta si è resa conto che, senza un aumento, non c’erano più i margini tra acquisto dei prodotti dai rifornitori e loro rivendita. In questo modo il bar si è rimesso in pari con un qualunque locale del centro.

Un’altra novità recente riguarda lo scontrino, che dovrà essere effettuato alla cassa prima di ordinare la consumazione, come d’altra parte avviene da anni nella maggior parte dei locali per rendere la vita difficile ai furbetti. I deputati hanno accolto bene i cambiamenti, anche se voci di corridoio riferiscono che qualche mal di pancia c’è stato. Alcuni parlamentari non amano infatti fare la fila alle casse, soprattutto quando c’è confusione.