Con il termine cabriolet si è soliti indicare un’autovettura decappottabile, ovvero con tettuccio apribile, altrimenti definita cabrio. Il termine deriva dal francese ‘cabrioler’, letteralmente ‘fare capriole’, diffusosi a partire dai primi dell’Ottocento ed utilizzato in maniera scherzosa per definire l’andatura ‘saltellante’ delle carrozze in voga in quel periodo, ovvero molto leggere, trainate da un solo cavallo e, per l’appunto, con tettuccio a soffietto.

Le cabrio dei nostri giorni derivano generalmente da autovetture di serie che, con opportune modifiche, perdono il tetto rigido ed integrato alla carrozzeria, per vestirsi di un tettuccio reclinabile. La cabriolet ha inoltre generalmente quattro posti (il due posti prende il nome di spyder) pur conservando un’immagine a carattere sportivo. Per quanto riguarda il tettuccio apribile, non deve necessariamente essere di tela, bensì esistono delle cabriolet (o convertibili, che dir si voglia) con tettuccio rigido, normalmente definite coupé/cabriolet.

Rispetto agli anni passati, la cabrio è oggi utilizzata quotidianamente e non più prettamente relegata al periodo estivo. Ciò è stato reso possibile dall’introduzione di nuove tecniche di costruzione che hanno reso questo specifico modello più sicuro, oltre che più accattivante nell’aspetto. Quasi tutte le grandi marche automobilistiche hanno quindi in listino alcune cabriolet, a costi leggermente più elevati rispetto all’auto di serie da cui derivano.

Per quanto riguarda infine i sinonimi di cabriolet, tali possono essere considerati: decappottabile, convertibile e spider.