Altra girandola di riunioni e incontri più o meno riservati, più o meno alla luce del sole. Il premier Enrico Letta ha visto nella mattinata del 1° ottobre il presidente della Repubblica. Poi ha pranzato con Matteo Renzi, un appuntamento a quanto si apprende concordato da diversi giorni. Successivamente Letta ha incontrato suo zio, Gianni, principale “ambasciatore” del Pdl. E nel pomeriggio il presidente del Consiglio ha ricevuto tre dei ministri dimissionari del Pdl, Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin e Angelino Alfano.

Proprio Alfano è il fulcro attorno a cui ruota una possibile e, secondo diverse fonti, probabile scissione nel partito di Silvio Berlusconi. Il segretario ed ex vicepremier da giorni cerca di convincere il Cavaliere (foto by InfoPhoto) a non trascinare il Paese verso le elezioni, ma di continuare invece a sostenere il governo. Proprio per questo ha avuto due lunghi e tesi colloqui col leader del Pdl, nella serata del 30 settembre e a metà giornata il 1° ottobre.

Appare effettivamente probabile il distacco di una pattuglia di senatori che ruotano intorno ad Alfano e Maurizio Lupi, l’altro ministro dimissionario. Alcune voci ipotizzano la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare a Palazzo Madama, da alcuni chiamato Pdl-Ppe, da altri Nuova Italia. Il loro obiettivo sarebbe votare a favore della fiducia al Governo Letta per consentire l’approvazione dei provvedimenti economici importanti e di una nuova legge elettorale, arrivando al 2015. Addirittura Carlo Giovanardi ha annunciato che ci sono i numeri per un nuovo gruppo e che voteranno la fiducia: “Abbiamo i numeri, siamo anche più di 40, e siamo fermi nel voler mantenere l’equilibrio di governo. Per questo voteremo la fiducia. Il problema dei numeri, al massimo, è degli altri“.

I mercati sembrano credere a questa ipotesi. Nelle contrattazioni alla Borsa di Milano il 1° ottobre, l’indice FTSE-MIB è schizzato in alto, guadagnando in chiusura il 3,11%, proprio per la possibilità che il Governo sopravviva.

Ma ci pensa lo stesso Alfano a gettare acqua (o benzina, a seconda dei punti di vista) sul fuoco, annunciando: “Non ci sono gruppi o gruppetti nel Pdl. Tutto il Pdl deve votare compatto la fiducia al Governo“.

E’ con tali premesse che si arriva alla cruciale giornata del 2 ottobre, in cui Enrico Letta si presenterà al Senato per la resa dei conti. Il suo intervento comincerà alle 9.30.