Tutto il mondo contro il Pdl e Silvio Berlusconi per la decisione di affossare il Governo Letta attraverso le dimissioni dei propri ministri. Solo per citarne alcuni: l’agenzia di rating Fitch scrive che la crisi “mette a rischio gli obiettivi di bilancio e crea incertezza in un periodo cruciale. Un’incertezza prolungata o una minor fiducia sul calo del debito/Pil dal 2014 sono inneschi potenzialmente negativi per il rating”; la Confindustria, tramite il presidente Giorgio Squinzi “Mi auguro che tutta questa instabilità non porti a una precettazione da parte dell’Europa e a una gestione commissariale”; Angela Merkel, una che di grandi coalizioni se ne intende, esprime diplomaticamente “l’auspicio per la stabilità politica dell’Italia e per la continuità nell’azione di governo”; l’Osservatore romano non va leggero, scrivendo “Una crisi che appare irresponsabile provocare non solo per le sue ripercussioni economiche, ma per le ricadute sulla credibilità dell’intera classe politica italiana”. E ce ne sarebbero molti altri.

Le tensioni sono alte anche all’interno dello stesso Pdl, al punto da far scoppiare una polemica a distanza tra gli ex ministri, Angelino Alfano in testa, e il direttore del Giornale Sallusti, il quale ha scritto in un editoriale: “I ministri con qualche distinguo di forma e di sostanza, si adeguano, ma non condividono al punto di ventilare un loro futuro fuori da Forza Italia, non si capisce se sulle orme di quel genio di Gianfranco Fini”. Al che i ministri dimissionari hanno replicato con una nota congiunta: “Noi non abbiamo paura. Se pensa di intimidire noi e il libero confronto dentro il nostro Movimento politico, si sbaglia di grosso”.

E nella riunione tardopomeridiana del 30 settembre dei gruppi parlamentari Pdl, a palazzo Grazioli, Berlusconi ha detto che la decisione di far dimettere i ministri è solo sua, aggiungendo: “Dobbiamo restare uniti. I panni sporchi si lavano in casa. Quello che hanno fatto i ministri lo hanno fatto in buona fede, ma abbiamo chiarito tutto”. Delineando anche la prossima strategia: cancellazione Imu, blocco Iva e poi elezioni. “La nostra esperienza di governo è finita”. Fin troppo chiaro.