Due piccoli migranti, di appena 9 e 11 anni, sarebbero stati discriminati all’interno di una scuola elementare di Cagliari. Da poco giunti in Italia, i due minori erano stati affidati alle cure di due avvocati che li avrebbero iscritti in una scuola parificata gestita da suore. All’interno dell’istituto, però, alcuni genitori avrebbero chiesto ai docenti di separare i bagni dei loro figli da quelli dei due piccoli migranti temendo che potessero portare malattie.

Migranti discriminati a Cagliari

I due ragazzini sarebbero giunti in Italia dopo un lungo viaggio dall’Egitto e dall’Etiopia: salvati sul Mediterraneo da una nave militare italiana, sono rimasti senza genitori, probabilmente morti in mare. Come riportato dal quotidiano “La Stampa”, le due avvocatesse hanno denunciato immediatamente il trattamento ricevuto dai due piccoli migranti: “I compagnetti sono stati poco socievoli, durante la ricreazione i nostri bambini sono stati subito isolati, non solo perché non sono ancora in grado di parlare l’italiano. Il comportamento degli altri ragazzini, evidentemente, riflette ciò che hanno sentito dire in casa dai loro genitori. La mia collega già da qualche giorno sapeva che i bambini frequentavano bagni diversi, io l’ho scoperto solo due giorni fa. Adesso speriamo che la scuola ritorni ad essere il laboratorio dell’integrazione”.

“Perché non siamo stati avvisati dell’arrivo di alunni stranieri? [...] Perché le suore non ci hanno interpellato prima di accettare l’iscrizione di questi bambini [...] Noi non sappiamo quanti anni abbiano i due alunni africani. Non hanno documenti, non ci fa piacere pensare che le nostre figlie siano in classe con ragazzini più grandi. Non ci sentiamo sicuri [...] Si era sparsa la voce che avessero almeno 14 anni e per questo abbiamo chiesto almeno bagni separati questa la replica di alcuni genitori.

“Ci sono tante toilette in questa scuola, i bambini forse si sono separati volontariamente, è stato solo caso. Nessuna divisione decisa e ordinata da noi. E comunque adesso è arrivato il momento di spegnere questa polemica, prima che i piccolini si rendano conto di quello che sta succedendo intorno a loro” è stata la replica delle suore.