Il calabrone killer, dopo aver mietuto 6 vittime nel Centro-Europa, è approdato anche in Italia. La Nigrithorax, nota con il nome scientifico di Vespa velutina, sarebbe infatti stata localizzata in Piemonte, in Liguria e nelle Marche. Si tratta di una specie di vespa cinese che può causare numerosi danni alle specie locali, soprattutto alle api.

La Vespa velutina le mangia, sbucciandole quando sono ancora vive, spiegano gli esperti. Dopo averle catturate, le spezza e poi toglie la parte esterna per cibarsi dei muscoli del torace.

I rischi per i soggetti allergici alle punture di insetti sono gli stessi a cui espone la puntura di una vespa comune, come fa notare su Italia Oggi l’allergologo Stefano Pucci, cercando di placare gli inutili allarmismi. A rassicurare gli animi è anche la dottoressa Alessandra Ripari del Consorzio Apistico Provinciale Obbligatorio di Macerata:

Per arrivare al decesso, la persona dovrebbe avere una sensibilizzazione speciale o un’allergia, cosa che succede anche con i calabroni europei.

La dottoressa Ripari fa però notare che i calabroni killer sono più aggressivi delle vespe comuni e dunque c’è un maggiore rischio di essere punti.

Come riconoscere un calabrone killer

Ma come riconoscere il calabrone killer? La Vespa velutina è leggermente più piccola di un calabrone, con una lunghezza di 30 millimetri. Le linee sono meno marcate e il colore è più scuro rispetto a quello dei calabroni europei. Una linea gialla taglia l’addome in cui è visibile anche un triangolino nero. Il nido viene costruito anche nel terreno e tra i cespugli, bisogna dunque prestare molta attenzione quando si falcia l’erba.

Dalla lotta biologica ai radar: così si combatte il calabrone killer

L’Università di Torino e il CRA Api di Bologna intanto stanno già correndo ai ripari per contenere la diffusione del calabrone killer in Italia. I ricercatori lavorano a un radar armonico da installare sulla vespa dopo averla catturata. Il radar permette di localizzare facilmente il nido delle vespe, consentendo di distruggerlo prima che la regina venga fecondata.

In Francia, dove la puntura del calabrone ha ucciso un soggetto allergico, si punta invece sulla lotta biologica, favorendo un parassita del calabrone killer per arrestarne la diffusione.