Non sono apologia del fascismo né i calendari di Benito Mussolini venduti al bar né le tovaglie coi fasci. Si tratta solo di “opere di ingegno” riferite ad un “periodo storico”: a metterlo nero su bianco è il giudice di pace che ha annullato la multa per il titolare del bar, risalente a luglio 2015, a Bergamo. Il locale, intanto, ha chiuso i battenti per problemi economici, probabilmente d’affitto.

Calendari di Mussolini, non poteva venderli secondo i vigili

I vigili, infatti, arrivati nel bar a seguito di un articolo del Corriere Bergamo, hanno contestato la vendita dei calendari del Duce al prezzo di 4 euro poiché, non essendo una cartoleria, non sarebbero stati autorizzati. Così il titolare si è beccato una multa da 5mila euro, poi ridotta a 2.582 euro grazie ad un primo ricorso. Adesso è stata definitivamente annullata. Nessuna apologia del fascismo.

Calendari di Mussolini, è apologia di fascismo?

Il giudice di pace ha considerato quei calendari “opere di ingegno di carattere storico” che rievocano un determinato periodo storico del nostro Paese. “L’Autorità è stata lacunosa riferendosi in genere a ‘calendari in vendita’ senza approfondire la matrice storico-ingegnosa degli stessi. In tale quadro non è stata in grado di contrastare energicamente gli assunti difensivi del ricorrente” ha scritto il giudice di pace.