È stato giudicato colpevole di omicidio di secondo grado l’uomo che uccise con la sua auto l’imprenditrice bolognese Alice Gruppioni. L’incidente avvenne il 3 agosto 2013 quando Nathan Campbell investì con la sua auto e uccise sul lungomare di Venice Beach in California la giovane donna che si trovava lì in viaggio di nozze con il marito Christian Casadei, architetto di Cesena. La lettura della sentenza con la pena per pregiudicato di 39 anni del Colorado è prevista per il 5 agosto al tribunale di Los Angeles. L’uomo è stato anche ritenuto colpevole di altri 17 capi di accusa. L’accusa aveva chiesto la pena di morte. In vista della determinazione della condanna, che sarà emessa dal giudice, la giuria ha indicato il carcere a vita per l’omicidio e 35 anni per gli altri capi di imputazione.

“Siamo grati al lavoro del procuratore generale Victor Avila e riguardo l’assassino ci concentriamo sulla perdita di Alice, che è il solo vero incubo che non terminerà mai” ha commento Valerio Gruppioni, padre di Alice. “Per quanto possibile, coi mezzi che ci sono dati per farlo la giustizia non avrà fatto il suo corso fino a che non avranno pagato tutti quelli che hanno permesso questo omicidio” ha tenuto a precisare il manager del gruppo Sira di Pianoro, in particolare chi lo ha permesso “non mettendo in sicurezza il luogo del delitto. Sicurezza minima che un’amministrazione deve garantire per i suoi cittadini e per le tante persone che vanno negli Stati Uniti, pensando ad un paese che garantisce la loro incolumità”.