Ieri giornata di protesta per gli operatori dei call center. I sindacati di categoria - SLC Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil – sono scesi in piazza per manifestare contro delocalizzazioni selvagge in Paesi terzi (come l’Albania ad esempio) e contro una legislazione sugli appalti che non tutela i lavoratori (circa 80.000 in tutta Italia).

La manifestazione si è svolta a Roma, dove sono arrivati circa 7.000 operatori di call center e ovviamente per tutta la giornata di ieri si sono verificati disservizi per tutte le aziende che si avvalgono del supporto dei centralinisti.

I lavoratori e i sindacati che li rappresentano chiedono essenzialmente un rilancio del settore e una nuova regolamentazione, che preveda l’abolizione delle gare al massimo ribasso (che spesso non coprono il costo dei salari). I sindacati denunciano: “Mentre nel Paese si discute di come creare occupazione stabile, il settore che più di tutti in questi anni ha saputo creare occupazione buona, rivolgendosi principalmente al mondo giovanile rischia oggi di crollare nel silenzio generale della politica e dell’opinione pubblica“.

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