La casta politica italiana a partire dal primo gennaio 2016 dovrà rinunciare a uno dei suoi privilegi. L’ufficio di presidenza di Montecitorio ha infatti votato all’unanimità a favore dell’abolizione dei rimborsi riguardanti le spese di viaggio forniti fino ad ora agli ex deputati della Camera.

Dal prossimo anno i precedenti onorevoli della Camera dei Deputati non potranno quindi poter più contare sui rimborsi per i loro viaggi. Il provvedimento è stato stabilito dopo una duplice richiesta arrivata da due partiti. La prima, che risaliva al 2014 ed era stata presentata da Sel, chiedeva una riduzione di tali rimborsi; la seconda di quest’anno del Movimento 5 Stelle proponeva invece l’abolizione totale di tale privilegio e adesso è stata accolta.

Una decisione che mira a diminuire i costi della politica e che dovrebbe permettere un risparmio per i conti dello Stato di ben 900 mila euro annui. I rimborsi per gli ex deputati della Camera comprendevano i viaggi in treno, aereo, nave e autostrada, erano variabili a seconda del numero di legislature effettuato e raggiungevano un tetto massimo di 3.200 euro ciascuno all’anno.

La decisione è stata accolta con grande soddisfazione e orgoglio da parte dei rappresentanti del Movimento di Beppe Grillo. Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino hanno commentato la decisione di togliere i rimborsi delle spese di viaggio agli ex rappresentanti della Camera dicendo: “Finalmente l’abolizione di uno dei privilegi più odiosi della casta è a regime. Il taglio dei fondi destinati ai viaggi degli ex parlamentari farà risparmiare alla Camera ben 900 mila euro”.

I membri del Movimento 5 Stelle rivendicano questa vittoria: “Ciò è stato possibile solo grazie all’impegno costante dei parlamentari del M5S che sono riusciti, dopo una lunga lotta, a piegare i partiti costringendoli a rinunciare a questo privilegio. Ma i veri vincitori sono i cittadini, le cui istanze siamo certi di aver portato nelle stanze di questo Palazzo. Ora la lotta sarà nel non consentire la reintroduzione delle grasse indennità di funzione per i dipendenti della Camera”.