David Cameron oggi è arrivato a Parigi, dove ha omaggiato al teatro Bataclan le vittime degli attentati di Parigi. Il premier britannico ha inoltre parlato con Francois Hollande riguardo alla possibilità di un intervento militare del Regno Unito al fianco della Francia per combattere l’Isis.

Cameron cercherà di spingere quindi affinché il suo governo possa mettere a disposizione la Royal Air Force britannica per attaccare Siria e Iraq insieme ai francesi. Il premier dovrà però fare i conti con le resistenze da parte del suo Parlamento, che aveva già frenato riguardo a una partecipazione diretta nella guerra.

Dopo aver parlato con Hollande, David Cameron ha dichiarato le sue intenzioni future riguardo alla strategia da adottare contro l’Isis: “Bisogna condurre un’azione sia in Siria che in Iraq, avendo una strategia complessiva per colpire l’Isis. Anche la Gran Bretagna deve farlo, dobbiamo fare di più per sconfiggere l’Isis nelle sue roccaforti”.

Cameron ha poi dichiarato che la Gran Bretagna metterà a disposizione delle forze militari francesi la base dell’aviazione militare britannica (Raf) a Cipro: “Ho offerto al presidente Hollande l’uso della base della Raf di Akrotiri agli aerei francesi impegnati nelle operazioni contro lo Stato Islamico ed ulteriore assistenza per il rifornimento in volo”. Il premier britannico ha inoltre annunciato che il suo paese “farà il possibile” per supportare la Francia contro la minaccia comune dell’Isis.

In seguito all’incontro con Cameron, Francois Hollande ha confermato l’impegno militare francese, sia in Siria che in Iraq, ricordando che l’obiettivo è quello di “fare il peggior male possibile” ai rappresentanti dell’Isis e ha quindi affermato: “Siamo convinti che dobbiamo continuare a bombardare il Daesh (ovvero l’Isis) in Siria. Intensificheremo i bombardamenti, scegliendo gli obiettivi che faranno il peggior male possibile a questo esercito di terroristi”.

Hollande ha poi chiesto in maniera diretta un maggior impegno all’alleato David Cameron e al Parlamento del Regno Unito: “Sull’intervento in Siria la Francia ha preso la sua decisione nello scorso mese di settembre. Ora sta alla Gran Bretagna di capire come può a sua volta impegnarsi”.